✅ Blog: Britti, Bandabardò e “Tocchi di Tradizione”: il Comune paga il concerto, ma il panino con mortadella e provolone resta “salato”

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Gli atti ottenuti dalla consigliera comunale Giulia Tandoi – arrivati prima della risposta alla PEC inviata dalla nostra redazione, tuttora senza riscontro – permettono finalmente di entrare nei 148.840 euro destinati ad Alex Britti e Bandabardò. Ma è il 9 settembre che il conto diventa particolarmente interessante: “Tocchi di Tradizione” beneficia di 30mila euro per tre appuntamenti e proprio in una di quelle serate si ritrova anche Bandabardo.

 

CORATO – Tra Britti, Bandabardò e Tocchi di Tradizione, alla fine il vero spettacolo rischia di essere quello dei conti.

I 148.840 euro destinati dal Comune alla collaborazione con Puglia Culture per gli appuntamenti musicali estivi cominciano finalmente ad avere voci e cifre.

A consentire di entrare nel dettaglio sono stati gli atti ottenuti dalla consigliera comunale Giulia Tandoi, che ha presentato richiesta di accesso e successivamente pubblicato la documentazione sul proprio profilo Facebook.

Noi, invece, avevamo inoltrato una P.E.C. per ottenere chiarimenti e documentazione sui costi, rimasta sino ad oggi senza risposta.

Per le prerogative riconosciute ai consiglieri comunali nell’accesso agli atti, Tandoi è evidentemente riuscita ad arrivare prima.

Poco male. Ora ci sono almeno i documenti.

E soprattutto ci sono i numeri.

 

La delibera di Giunta n. 182 dell’11 agosto approva il programma proposto da Puglia Culture, comprendente il concerto di Alex Britti e quello dei Bandabardò, previsto il 9 settembre al Parco Comunale di via Sant’Elia.

Il costo complessivo indicato è di 148.840 euro IVA compresa.

La stessa deliberazione chiarisce che gli importi sono stimati in via presuntiva e saranno liquidati dal Comune previa rendicontazione delle fatture quietanzate.

Il prospetto economico consente finalmente di spacchettare quella cifra.

Per Alex Britti risultano 75.000 euro di compenso compagnia e 3.500 euro di SIAE.

Per Bandabardò vengono indicati 10.000 euro di compenso, 10.000 euro di scheda tecnica – presumibilmente riferibile alle esigenze tecniche dello spettacolo – e 2.500 euro di SIAE.

A queste somme si aggiungono 13.000 euro per comunicazione e promozione e 8.000 euro per safety, security e pratiche di pubblico spettacolo.

Il totale imponibile arriva a 122.000 euro; con 26.840 euro di IVA al 22%, si raggiungono i complessivi 148.840 euro.

 

Proprio la voce da 13.000 euro destinata alla comunicazione e promozione di “Sei la mia città” apre un altro capitolo.

Da alcune indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione saremmo risaliti a una nota agenzia locale, presenza ormai particolarmente ricorrente nella comunicazione di iniziative ed eventi cittadini.

Al momento, tuttavia, non disponiamo ancora dei riscontri documentali sufficienti per trasformare l’indiscrezione in un fatto accertato e, proprio per questa ragione, non ne rendiamo noto il nome.

Quando avremo riscontri sufficienti, saranno i documenti a parlare.

Perché anche quei 13mila euro sono denaro pubblico.

 

I nuovi dati consentono di riprendere il ragionamento da noi già sviluppato sui costi sostenuti altrove per lo stesso artista.

A Ferrandina, per Alex Britti, la spesa complessiva da noi ricostruita era di 58.660 euro; a San Salvatore di Fitalia di 56.100 euro.

A Corato sappiamo oggi che il solo compenso compagnia indicato nel prospetto è di 75mila euro, prima ancora di aggiungere SIAE e ulteriori spese.

Compenso e SIAE, applicando il 22% di IVA utilizzato nel prospetto generale, portano già il valore teorico a circa 95.770 euro IVA compresa.

E senza attribuire a Britti un solo euro delle altre voci.

Naturalmente concerti organizzati in Comuni differenti possono prevedere condizioni contrattuali, tecniche e logistiche diverse.

Ma proprio per questo, quando si spendono risorse pubbliche, non basta sapere quanto.

Bisogna capire per cosa.

Il passaggio più interessante riguarda il 9 settembre.

Quel giorno il Parco Comunale ospiterà il concerto dei Bandabardò, espressamente inserito nella programmazione comunale di “Sei la mia città – Estate a Corato 2026”.

Nella stessa data si svolgerà una delle tre serate di “Tocchi di Tradizione in Tour”, organizzata da Voci di Puglia APS-ETS.

Il contributo riconosciuto alla manifestazione è di 30.000 euro complessivi per tre appuntamenti.

 

Facciamo allora una ripartizione puramente matematica, precisando che non rappresenta necessariamente la reale suddivisione contabile delle spese:

30.000 euro ÷ 3 appuntamenti = 10.000 euro per serata

 

È da questi 10mila euro teoricamente riferibili al 9 settembre che deve partire il ragionamento.

Perché, come già avvenuto nella precedente edizione, proprio nella serata di Tocchi di Tradizione viene affiancato un concerto di forte richiamo il cui costo non grava su quei 10mila euro teorici, essendo finanziato separatamente attraverso Puglia Culture.

Formalmente sono interventi distinti.

Nella pratica, però, il 9 settembre palco, pubblico, concerto e manifestazione si incontrano nello stesso luogo e nella stessa serata.

 

Per Bandabardò il preventivo indica:

10.000 euro di compenso,
10.000 euro di scheda tecnica,
2.500 euro di SIAE.

Totale: 22.500 euro prima dell’IVA, pari a 27.450 euro IVA compresa.

Queste sono voci direttamente riconducibili allo spettacolo.

Il primo conto diventa quindi semplice:

10.000 + 27.450 = 37.450 euro

Significa almeno 37.450 euro di valore pubblico potenzialmente riferibile alla giornata del 9 settembre.

I primi 10mila euro derivano dalla suddivisione aritmetica del contributo di Tocchi di Tradizione; gli altri 27.450 euro rappresentano il costo direttamente individuabile del concerto dei Bandabardò.

 

E non è ancora finita.

Nel preventivo compaiono anche 8.000 euro per safety, security e pratiche di pubblico spettacolo, senza una ripartizione analitica.

Possiamo quindi avanzare soltanto un’ipotesi prudenziale, dichiarandola come tale.

Attribuendo al 9 settembre un terzo degli 8.000 euro, avremmo circa 2.666,67 euro al netto dell’IVA, equivalenti a circa 3.253 euro IVA compresa.

Il valore di Bandabardò e della quota ipotetica di safety, security e pratiche diventerebbe così:

27.450 + 3.253 = circa 30.703 euro

Aggiungendo i 10mila euro teoricamente riferibili a Tocchi di Tradizione:

10.000 + 30.703 = circa 40.703 euro

Una stima prudenziale porta quindi a circa 40.700 euro di valore pubblico potenzialmente collegabile alla sola giornata del 9 settembre.

Con una precisazione importante: non abbiamo conteggiato neppure un euro dei 13mila destinati alla comunicazione di “Sei la mia città”, perché quella voce riguarda la programmazione complessiva.

 

Ed eccoci al punto.

Se sulla giornata del 9 settembre possiamo stimare circa 40.700 euro di valore pubblico, tra quota teorica del contributo, concerto e una prudenziale porzione delle spese di sicurezza e pratiche, perché non fare in modo che una parte evidente di questo vantaggio economico arrivi direttamente al cittadino?

 

Il paradosso sarebbe piuttosto curioso:

Bandabardò pagata con risorse pubbliche e il ticket per il panino con mortadella e provolone che rischia invece di diventare la voce più “salata” della serata.

E il gioco di parole, questa volta, viene quasi da sé: salata può essere la mortadella, molto meno dovrebbe esserlo la cifra richiesta per degustarla, se attorno a quella stessa serata gravita già una considerevole copertura pubblica.

La provocazione potrebbe trasformarsi in una proposta molto semplice:

3.000 ticket × 1 euro = 3.000 euro

Tremila ticket stabiliti preventivamente, numerati, dichiarati e verificabili.

Non gratuiti, ma quasi. O, guardando l’entità del sostegno pubblico, si potrebbe dire in buona parte già coperti dal contributo.

Terminata quella prima fascia, nulla vieterebbe di prevedere ticket successivi a prezzi differenti, necessari a sostenere le ulteriori spese effettivamente rimaste a carico dell’organizzazione.

 

Una APS può produrre un avanzo di gestione, purché non venga distribuito agli associati come utile d’impresa.

Nessuno pretende quindi che l’associazione lavori rimettendoci.

La domanda è più semplice: se il concerto è già pagato attraverso un’altra linea di risorse pubbliche, perché almeno una parte significativa di quel beneficio non può arrivare fino al prezzo del panino con mortadella e provolone?

 

Naturalmente entra in gioco una parola decisiva: controllo.

Se si stabilisse una fascia simbolica, dovrebbe essere perfettamente verificabile.

Quanti ticket vengono stampati?

Quanti sono quelli da un euro?

Sono numerati?

Quanti vengono realmente venduti?

A quale numero termina la fascia agevolata?

Quali prezzi vengono applicati successivamente?

 

Il principio non necessita di grandi formule:

3.000 ticket a un euro devono essere 3.000 ticket realmente disponibili e 3.000 euro realmente rendicontabili.

Non 300. Non 500. Non un indefinito “fino ad esaurimento” senza conoscere la quantità iniziale.

Tremila.

In questo modo anche il cittadino potrebbe vedere immediatamente quale parte del sostegno pubblico gli ritorna concretamente.

 

Ed è qui che resta la domanda: chi controllerà?

Non soltanto l’esistenza delle fatture necessarie alla rendicontazione del contributo, ma la reale economia dell’iniziativa e soprattutto la distinzione fra i costi effettivamente sostenuti dall’associazione e quelli che risultano già coperti da Comune e Puglia Culture.

 

Alla fine il conto arriva sempre al panino

Il 9 settembre potrebbe diventare un piccolo esempio virtuoso.

Il Comune contribuisce alla manifestazione.

Attraverso Puglia Culture sostiene Bandabardò.

Una quota di sicurezza e pratiche accompagna l’evento.

La nostra stima prudenziale porta il valore pubblico potenzialmente riferibile a quella giornata a circa 40.700 euro, senza neppure attribuirle una parte dei 13mila euro destinati alla comunicazione.

Davanti a una copertura simile, sarebbe quantomeno curioso se la cosa più “salata” della serata dovesse rimanere il panino con mortadella e provolone.

Tremila ticket a un euro potrebbero rappresentare un segnale concreto.

Poi ci saranno le spese effettive, potranno essere previste altre fasce di prezzo e potrà legittimamente rimanere un avanzo destinato alle attività dell’associazione.

Ma almeno una parte di quel sostegno pubblico arriverebbe immediatamente fino al cittadino.

 

E il 9 settembre, immaginiamo, al Parco non mancheranno neppure Sindaco, Assessori, Consiglieri Comunali e Dirigenti, pronti magari a godersi il concerto e, perché no, a concedersi un panino con mortadella e provolone.

Ben venga.

Anzi, speriamo che possano rilassarsi, gustarlo con calma e magari, tra un morso di mortadella e una fetta di provolone, aiutarci finalmente a quantificarne il reale costo, tenendo conto di quanto della serata è già sostenuto attraverso risorse pubbliche.

 

Ed è proprio a quel punto che il titolo di una canzone dei Bandabardò potrebbe diventare la colonna sonora perfetta:

“Se mi rilasso collasso”.

Noi ci auguriamo naturalmente che nessuno collassi.

Ma davanti ai conti sarebbe meglio che Sindaco, Assessori, Consiglieri Comunali e Dirigenti, non si rilassassero troppo.

 

La mortadella può anche essere saporita, il provolone persino piccante.

Il prezzo, con circa 40.700 euro di valore pubblico attorno alla serata, sarebbe preferibile non fosse altrettanto “salato”.

 

di CINZIA MEZZINA

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