Dalla Palazzina Chiefa alle fotografie pubblicate dai cittadini, continuano le lamentele sullo stato del camposanto. SANB e ASIPU si occupano dei servizi cimiteriali, ma per lavori, manutenzione e sicurezza delle strutture la competenza è del Comune.
Al cimitero di Corato, a quanto pare, a sopravvivere più a lungo sono soprattutto i problemi.
Le segnalazioni, invece, rischiano spesso di morire prima di loro.
Non è una battuta irriverente verso un luogo che merita rispetto, ma la fotografia di una situazione che periodicamente torna a far discutere sui social e sulle pagine della stampa locale: erba, guano, servizi malfunzionanti, infiltrazioni, deterioramento degli immobili e, nei casi più preoccupanti, distacchi e crolli di parti delle strutture.
Un elenco che attraversa gli anni e che rende difficile liquidare tutto come una semplice successione di episodi occasionali.
Oggi l’attenzione torna soprattutto sulla Palazzina Chiefa, già oggetto nei mesi scorsi di segnalazioni da parte dei familiari dei defunti.
A luglio erano state documentate condizioni di evidente deterioramento e il distacco di alcune lapidi, tanto da spingere alcuni utenti a manifestare persino l’intenzione di trasferire i propri cari.
Dopo quelle denunce è stato annunciato l’avvio del cantiere, con una conclusione indicata entro il 24 dicembre.
Ma il punto, oggi, non è soltanto stabilire se un cantiere sia formalmente aperto: occorre capire quali interventi siano stati realmente eseguiti, quali parti siano state messe in sicurezza e quale sia lo stato effettivo di avanzamento dei lavori.
Nel frattempo, infatti, i cittadini continuano a osservare, fotografare e segnalare.
Tra le testimonianze più recenti ci sono anche i post pubblicati su Facebook da Cataldo Mazzilli e Luigi Mazzilli, nei quali vengono nuovamente portate all’attenzione pubblica le condizioni del cimitero e della Palazzina Chiefa.
Immagini che, al di là delle polemiche social, pongono una questione molto più concreta: se esistono parti dalle quali possono verificarsi distacchi, è garantita la sicurezza degli utenti durante gli orari di apertura al pubblico?
Il cimitero comunale, infatti, resta regolarmente aperto ogni giorno secondo gli orari stabiliti dal Comune.
Ed è proprio quando si passa dal decoro alla sicurezza che diventa necessario stabilire con precisione chi deve fare cosa.
Nel dibattito sul cimitero, infatti, spesso si sovrappongono responsabilità differenti.
Due società partecipate dal Comune svolgono attività distinte: ASIPU interviene, tra l’altro, sulla cura del verde e su alcuni servizi cimiteriali, mentre SANB si occupa della pulizia.
Funzioni importanti, certamente, ma che non vanno confuse con la manutenzione di una palazzina, il consolidamento di una parete, la verifica di un solaio o la messa in sicurezza di elementi strutturali.
Il Cimitero comunale è formalmente gestito dal Settore 3° Lavori Pubblici e il responsabile del settore indicato dal Comune è l’ingegnere Antonio Cacosso, dirigente particolarmente attivo e attento alle problematiche della città, tanto da ricorrere spesso anche ad affidamenti diretti per far fronte alle urgenze.
È quindi nella struttura tecnica dell’ente che vanno cercate le risposte sulla programmazione, sull’iter amministrativo e sui tempi degli interventi sul patrimonio cimiteriale.
Se i lavori della Chiefa hanno accumulato ritardi e se l’intervento è partito soltanto dopo anni di segnalazioni, interne ed esterne, è proprio il dirigente competente al Patrimonio e ai Lavori Pubblici che dovrebbe chiarirne le ragioni: problemi progettuali, amministrativi, contrattuali o altre circostanze documentabili.
Non si tratta di individuare preventivamente un colpevole, ma di capire quale sia il livello amministrativo responsabile del procedimento e dove, eventualmente, si siano prodotti i ritardi.
Perché quando un’opera pubblica tarda, non può bastare la rassicurazione che “qualcuno se ne sta occupando”.
Per quasi tutta la precedente consiliatura, il riferimento politico sul cimitero è stato il consigliere Giulio D’Imperio, al quale, dal luglio 2022, era stata affidata una specifica delega per organizzazione, pulizia e decoro.
La sua presenza nel camposanto è stata pressoché costante e, nel corso degli anni, numerosi interventi sono stati seguiti direttamente.
Ma proprio questo rende ancora più evidente un dato: nonostante l’impegno di un consigliere che per anni ha seguito quasi quotidianamente la questione, diversi problemi sono rimasti o si sono ripresentati.
Non tutto, evidentemente, può essere risolto con la disponibilità personale di un consigliere delegato.
Nel frattempo, quella fase politica si è chiusa.
Il mandato di D’Imperio è terminato con la precedente consiliatura e il suo nome non compare tra i consiglieri proclamati il 23 giugno 2026.
La nuova amministrazione ha inoltre distribuito le deleghe assessorili, affidando i Lavori Pubblici a Valeria Mazzone, ma ad oggi non risulta pubblicamente nominato un nuovo consigliere con una delega specifica al cimitero.
Un vuoto che sarebbe opportuno colmare, o quantomeno chiarire, soprattutto in una fase in cui il camposanto è interessato da lavori e continuano ad arrivare segnalazioni.
C’è poi un aspetto che, forse, merita più attenzione di tutti gli altri.
Quando una segnalazione compare una volta, può trattarsi di un disservizio.
Quando invece si ripete negli anni, con fotografie diverse, cittadini diversi e problemi simili, non è più soltanto una segnalazione: diventa un indicatore della capacità amministrativa di prevenire, anziché limitarsi a rincorrere le emergenze.
È accaduto con il guano.
È accaduto con l’erba.
È accaduto con i servizi igienici.
È accaduto con le fontane.
Oggi accade con le strutture…
E mentre un’aiuola può attendere qualche giorno, un elemento che rischia di staccarsi da una palazzina frequentata quotidianamente da anziani e famiglie appartiene a una categoria completamente diversa.
Per questo le domande, oggi, dovrebbero essere poche e molto concrete.
I lavori alla Palazzina Chiefa sono effettivamente in corso?
Qual è la percentuale di avanzamento?
Le parti interessate dai distacchi sono state tutte verificate?
Esiste una relazione sulla sicurezza?
Le zone potenzialmente pericolose sono interdette?
E, se non lo sono, significa che non esiste alcun rischio per chi vi transita?
Sono risposte che dovrebbero arrivare dagli uffici competenti, prima ancora che dalla politica.
Perché il rispetto dei defunti passa certamente dal decoro, dai fiori e dalla pulizia. Ma il rispetto dei vivi passa soprattutto dalla certezza di poter entrare in un cimitero senza chiedersi se qualcosa possa cadere dall’alto.
E forse è proprio questa l’anomalia più grande: a Corato, da anni, i cittadini continuano a fotografare gli stessi problemi, mentre troppo spesso sono le loro segnalazioni a trovare rapidamente sepoltura. Il degrado, invece, continua ostinatamente a restare in vita.
Di Liliana Cazzato

