✅ Blog: Tre Comuni, tre costi. Ferrandina e San Salvatore fanno i conti, Corato fa il totale.

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A Ferrandina il concerto di Alex Britti è quantificato in 58.660 euro e l’atto spiega cosa comprende.

 

A San Salvatore di Fitalia l’affidamento è da 56.100 euro con servizi dettagliati. A Corato, invece, 148.840 euro per Britti e Bandabardò finiscono nello stesso contenitore.

 

Il totale c’è. Per sapere quanto costa ciascun concerto, però, bisogna ancora aspettare.

 

Tre Comuni, lo stesso artista e tre atti amministrativi. O, per meglio dire, due conti abbastanza leggibili e un conto unico ancora tutto da “spacchettare”.

 

Il punto non è stabilire quanto “valga” Alex Britti, né sostenere che il concerto di Corato costi 148.840 euro.

Sarebbe scorretto: quella cifra comprende infatti due appuntamenti, il concerto di Britti del 25 agosto in piazza Cesare Battisti e quello dei Bandabardò del 9 settembre al Parco Comunale.

Il problema è un altro: quanto costa realmente ciascuno dei due spettacoli? Quanto è destinato agli artisti?

Quanto ai servizi tecnici, alla produzione, alla sicurezza, alla logistica e agli altri oneri?

Dalla deliberazione della Giunta comunale di Corato n. 182 dell’11 agosto 2026 queste risposte non emergono.

 

L’atto riferisce che Puglia Culture ha trasmesso al Comune, con le note protocollate n. 40401/2026 e 40923/2026, il programma e una “stima dei costi con prospetto”, ma nella delibera esaminata vengono riportati soltanto i due concerti e il loro costo totale di 148.840 euro.

La stessa Giunta prenota quindi l’intera somma, IVA compresa, da corrispondere a Puglia Culture, precisando che si tratta di importi stimati in via presuntiva e che la liquidazione avverrà successivamente sulla base delle fatture quietanzate.

Dunque un prospetto dei costi esiste ed è richiamato espressamente nell’atto.

 

Ed è proprio quel prospetto che consentirebbe di trasformare il totale in qualcosa di più utile di una semplice cifra.

A Ferrandina Alex Britti si è esibito il 18 agosto.

 

La determina n. 633 del 24 luglio 2026 affida l’organizzazione alla Quarantaconcerti S.r.l. e impegna complessivamente 58.660 euro IVA compresa.

Qui il Comune mette nero su bianco anche la composizione principale della spesa.

55.000 euro sono destinati al concerto di Alex Britti e ai servizi comprendenti service audio e luci, vitto e alloggio, trasferimenti, sicurezza certificata e assistenza tecnica durante l’evento.

Altri 3.660 euro sono destinati alle barre antisfondamento.

 

Interpellato dalla nostra redazione, il Comune di Ferrandina ci ha confermato che si tratta sostanzialmente di un pacchetto organizzativo “chiavi in mano” per quanto ricompreso nell’affidamento, restando fuori il palco, la copertura e ulteriori servizi predisposti direttamente dal Comune.

 

Abbiamo parlato anche con un referente della Quarantaconcerti, la società che ha curato l’operazione di Ferrandina, che ci ha sostanzialmente confermato lo stesso quadro: il prezzo comprendeva il pacchetto artistico e tecnico descritto nella determina, mentre palco, copertura e altre prestazioni aggiuntive rimanevano a carico dell’organizzazione comunale.

 

Questo non significa che 58.660 euro debbano diventare automaticamente il “prezzo giusto” di Alex Britti ovunque.

Significa semplicemente che a Ferrandina il cittadino può leggere l’atto e capire almeno cosa sta pagando.

 

Un altro confronto arriva da San Salvatore di Fitalia, dove il Comune aveva affidato alla Puntoeacapo S.r.l. l’organizzazione del concerto previsto per il 20 agosto.

La cifra era di 51.000 euro oltre IVA al 10%, quindi 56.100 euro complessivi.

Anche qui l’atto non si limita a scrivere una cifra.

Nel corrispettivo erano compresi i compensi dell’artista, dei musicisti e dei tecnici, gli oneri assistenziali e previdenziali, viaggi e ospitalità dell’artista e dello staff, amplificazione audio, impianto luci, strumentazione musicale, copertura del palco, operatori per carico e scarico, responsabile di produzione e personale tecnico.

 

Dagli uffici comunali di San Salvatore ci è stato inoltre riferito che tra gli adempimenti rimasti esterni al pacchetto vi erano anche pratiche e documentazione affidate a un tecnico specialista.

Abbiamo quindi interpellato alcuni professionisti del settore. Il costo per la predisposizione dei documenti tecnici e di sicurezza, ci è stato spiegato, non è fisso: dipende dalla configurazione della piazza, dalle strutture, dalla capienza, dalle vie di esodo e da ciò che concretamente deve essere progettato e certificato.

Per manifestazioni prive di particolari complessità, tuttavia, normalmente non si parla di importi esorbitanti, fermo restando che condizioni specifiche possono far aumentare la parcella.

 

C’è poi una circostanza che rende il caso di San Salvatore ancora più particolare: il concerto del 20 agosto non si è poi tenuto, dopo una comunicazione arrivata a ridosso dell’evento.

C’è poi un altro elemento che rende ancora più utile conoscere la composizione dei 148.840 euro.

La determina n. 935 del 12 agosto del Comune di Corato affida infatti ad ASIPU una serie di servizi per la Festa Patronale e anche per la serata del concerto di Britti.

Per il 25 agosto è prevista l’apertura straordinaria dei bagni pubblici di via Boccherini, mentre l’affidamento complessivo relativo ai giorni della festa comprende apertura, pulizia, fornitura dei materiali di consumo, guardiania, sorveglianza degli accessi, prevenzione degli atti vandalici e chiusura dei servizi.

La spesa complessiva per l’intero affidamento Festa Patronale-concerto è di 2.043,50 euro IVA compresa.

Questo non significa che tali costi siano duplicati nei 148.840 euro. Non abbiamo elementi per affermarlo.

Significa però che, mentre alcuni servizi vengono affidati e quantificati separatamente, diventa ancora più necessario sapere quali prestazioni siano comprese nel prospetto economico di Puglia Culture e quali siano invece pagate autonomamente dal Comune.

 

Ed è qui che il confronto diventa curioso.

Ferrandina: 58.660 euro, con una prima scomposizione dei costi e dei servizi.

San Salvatore di Fitalia: 56.100 euro, con un elenco molto dettagliato di ciò che l’organizzatore avrebbe dovuto garantire.

Corato: 148.840 euro per due concerti, Alex Britti e Bandabardò, senza che nella delibera esaminata venga indicato quanto sia attribuito al primo, quanto al secondo e come siano distribuite le singole prestazioni.

 

Insomma, tre Comuni e tre costi.

Solo che a Corato il costo di Britti, per ora, è un po’ come il numero nascosto: sappiamo che è dentro il totale, ma non sappiamo quale sia.

Tra il totale coratino e quelli degli altri due Comuni c’è visivamente uno scarto di oltre 90mila euro, ma sarebbe scorretto trasformarlo nella presunta differenza di prezzo dello stesso concerto: nei 148.840 euro c’è anche Bandabardò.

Non possiamo quindi dire che Alex Britti a Corato costi 90mila euro in più.

Ma non possiamo neppure dire quanto costi.

E forse è proprio questa la domanda più semplice di tutte.

 

Sul caso interviene anche la consigliera comunale di Nuova Umanità, Nica Testino, che ha rilasciato alla nostra redazione una dichiarazione specifica sul confronto tra gli atti amministrativi dei diversi Comuni.

Partendo proprio dall’esame documentale, Testino ritiene legittimo chiedere chiarimenti davanti a cifre che, lette senza il necessario dettaglio, possono apparire molto distanti tra loro.

La consigliera sottolinea che il tema non è mettere in discussione il valore artistico di Alex Britti, ma conoscere la composizione dei 148.840 euro: quale quota riguarda i cachet, quale i servizi intermedi, quale la parte tecnica e quale la sicurezza.

Secondo Testino, pubblicare un importo complessivo che racchiude due spettacoli differenti e prestazioni di natura diversa non consente al cittadino di comprendere realmente la spesa.

«La trasparenza, perché sia tale, richiede chiarezza», è il principio espresso dalla consigliera, che invita a rendere leggibile non soltanto il totale ma anche il modo in cui quella cifra si forma.

Una posizione che riporta la questione sul terreno corretto: non un’accusa preventiva, ma una richiesta di documentazione e chiarezza.

Per un fatto di nostra correttezza abbiamo provato a contattare anche consiglieri di maggioranza che per motivi diversi non hanno ritenuto rilasciare dichiarazioni o non ci hanno risposto.

 

Naturalmente nel mondo dello spettacolo non esiste un listino nazionale che stabilisca quanto debba costare un concerto.

I prezzi cambiano in base alla data, alla località, alla produzione richiesta, alle strutture, ai service, all’ospitalità, ai trasporti, alla sicurezza e soprattutto alle condizioni negoziate dall’organizzatore.

 

Il concetto può essere spiegato con una banalissima pizza.

Posso mangiarla nella pizzeria sotto casa a un normale prezzo di mercato oppure scegliere un locale esclusivo e arrivare a pagarla anche 80 euro.

È una scelta.

Ma quando a pagare è un privato, sono affari suoi. Quando invece a pagare è una pubblica amministrazione con il denaro della collettività, il ragionamento cambia radicalmente.

 

Chi amministra risorse pubbliche è chiamato a operare secondo criteri di buon andamento, economicità, efficacia e trasparenza, avendo cura di ogni euro che non appartiene all’amministratore, ma ai cittadini.

 

Il concetto richiama, pur con le necessarie differenze giuridiche, quella “diligenza del buon padre di famiglia” codificata dall’articolo 1176 del Codice civile: la cura, l’attenzione e la prudenza che una persona ragionevole dovrebbe adottare nella gestione dei propri interessi.

 

A maggior ragione quando il portafoglio non è il proprio, ma quello pubblico.

Tradotto: non basta poter spendere una determinata cifra. Occorre poter spiegare che cosa si è acquistato, a quali condizioni, con quali servizi compresi e perché quella scelta rappresentasse un impiego ragionevole delle risorse pubbliche.

 

Per questo la domanda non è soltanto: Quanto costa?

È anche: Che cosa stiamo pagando?,

Quali servizi comprende?

e soprattutto Come si forma quella cifra?

È questa la differenza tra contestare pregiudizialmente un prezzo e pretendere trasparenza nell’utilizzo di denaro pubblico.

 

Noi non stiamo sostenendo che il Comune di Corato abbia speso troppo, né che vi siano irregolarità. Gli atti oggi disponibili non consentono di dirlo.

Stiamo sostenendo qualcosa di molto più semplice: Ferrandina e San Salvatore permettono, attraverso le rispettive determine, di comprendere con una certa precisione cosa viene acquistato.

 

A Corato sappiamo che per Britti e Bandabardò vengono prenotati complessivamente 148.840 euro, sappiamo che Puglia Culture ha trasmesso un prospetto con la stima dei costi, ma nella delibera esaminata quel prospetto analitico non viene riprodotto.

La stessa delibera chiarisce inoltre che il trasferimento delle risorse al Consorzio viene configurato come rimborso dei costi sostenuti e che gli importi saranno liquidati previa rendicontazione delle fatture quietanzate.

 

Per questo abbiamo inviato una richiesta formale via PEC al dirigente del I Settore del Comune di Corato, chiedendo un riscontro e gli elementi necessari a comprendere la composizione della spesa.

Attendiamo la risposta.

 

Perché amministrare denaro pubblico significa amministrare denaro altrui.

Con i soldi propri si può anche scegliere la pizza da 80 euro.

Con quelli dei cittadini, prima di ordinare, bisognerebbe almeno far vedere il menù.

 

E dopo tutti i soldi messi sul tavolo non resta che augurarsi soprattutto una cosa: che a Corato fili tutto liscio e che non si ripeta quanto accaduto a San Salvatore di Fitalia, con il pubblico arrivato per assistere al concerto e lo spettacolo saltato all’ultimo momento.

 

Perché tre Comuni possono anche avere tre conti diversi.

Ma dopo aver pagato il conto, sarebbe davvero il colmo scoprire che lo spettacolo non è compreso.

 

 

Di Liliana Cazzato

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