Pietro Zona, consigliere comunale di Zona Comune, risponde senza mezzi termini all’editoriale “Molto rumore per nulla”, pubblicato da CoratoLive a firma del direttore Fabio Ferrante.
Al centro della replica non c’è soltanto la mozione sugli affidamenti diretti e la richiesta di maggiori garanzie su trasparenza, concorrenza e rotazione.
Zona sposta così il confronto sul terreno dell’informazione e dei rapporti tra stampa e politica, richiamando i legami economici intercorsi negli anni tra CoratoLive e il Comune di Corato e aggiungendo un ulteriore elemento al quadro: la dott.ssa Flavia Fatima Ferrante, sorella del direttore Fabio Ferrante, è portavoce del sindaco Corrado De Benedittis.
Una circostanza che, secondo il consigliere, pone anche un tema di opportunità rispetto ai toni e ai contenuti delle critiche rivolte dalla testata alla sua attività di controllo.
Il consigliere respinge quindi la rappresentazione del suo intervento in Consiglio come una sorta di ritirata sul tema degli affidamenti diretti.
La mozione, ribadisce, non contestava uno strumento previsto dalla legge, ma chiedeva un regolamento comunale capace di rafforzare trasparenza, concorrenza e principio di rotazione.
Di seguito il comunicato integrale del consigliere comunale Pietro Zona.
UNA TESTATA FINANZIATA DAL COMUNE NON PUÒ FARE IL PORTAVOCE DI CHI QUEL FINANZIAMENTO HA DECISO.
L’articolo a firma di Fabio Ferrante pubblicato su CoratoLive merita una risposta diretta, senza giri di parole.
CoratoLive è una testata che ha ricevuto soldi pubblici del Comune di Corato certamente quelli consequenziali alla Determinazione n. 301 del 16 dicembre 2021 del Settore I – Affari Generali, atto che presenta vizi procedurali seri e incontestabili che saranno oggetto di altra nota approfondita.
È la Giunta, un organo politico, ad aver sostanzialmente scelto i destinatari degli affidamenti, scavalcando le regole che assegnano queste decisioni ai Dirigenti.
È lo stesso Dirigente dell’epoca – Dott. Giambattista Rubino – firmatario della Determinazione ad averlo messo per iscritto.
Ora verificherò se per gli anni successivi, ma credo proprio di si, la testata CoratoLive abbia continuato e continui ad avere finanziamenti comunali.
Nel caso della Determinazione n. 301 del 16 dicembre 2021 del Settore I – Affari Generali: la politica ha deciso chi pagare, il Dirigente ha firmato. E tra i beneficiari c’è la testata che oggi mi attacca.
Questo non è un dettaglio, ritengo sia il cuore della questione.
Non posso tacere, altresì, sulla ulteriore circostanza che il Ferrante sia fratello di una delle componenti dello staff del Sindaco De Benedittis nei primi cinque del suo precedente mandato.
In relazione alla mozione affidamenti ed alla mozione TARI ripropongo quello che è stato un mio post pubblicato su facebook, forse il post è il vero motivo di un attacco personale fuori luogo e di un resoconto completamente lontano dalla realtà ma viene da chiedersi: trattasi del frutto dell’esigenza di dare segnali alla Maggioranza, la stessa del 2021?.
A questo punto a maggior ragione sento la necessità di replicare con quel post a cui ho fatto riferimento.
“Dopo aver ripensato al Consiglio Comunale di ieri ed alle sorti delle due mozioni mi è venuto in mente che un giorno in Pretura avevo sentito discutere due abili avvocati ed uno di loro replicando all’altro diceva al Collega che stava utilizzando un vecchio sofisma classico chiamato ignoratio elenchi: ossia le argomentazioni utilizzate erano fuori tema. Il Sindaco e la maggioranza ieri hanno replicato sul punto andando fuori tema. Quello che la minoranza aveva chiesto era semplicemente un regolamento che meglio tutelasse la trasparenza degli atti, la concorrenza nonché il principio di rotazione.
Il Sindaco ed il Consigliere Colonna andando fuori tema hanno parlato del principio del risultato e del fatto che gli affidamenti diretti fino a € 140.000,00 ed € 150.000,00 sono provvedimenti del Governo di Centro destra.
Chi hai mai messo in discussione il principio del risultato? Chi ha mai voluto dire che le norme vanno riscritte? Si cercava attraverso un regolamento consentito dalla norma statale un migliore funzionamento della macchina amministrativa nell’interesse di tutti anche perché i rilievi ANAC sono noti e più volte posti all’attenzione delle Pubbliche Amministrazioni.
Ma la maggioranza ha ritenuto che si voleva ingabbiarla e addirittura per superare le evidenti difficoltà derivanti dalla mozione ha fatto ricorso alla Storia francese ed al principio di non colpevolezza.
La minoranza deve esercitare la sua funzione di controllo e la stessa non deve infastidire l’Amministrazione, cosa che invece a Corato sembra che accada.
Verrebbe, ma parlo in modo ipotetico, di pensare excusatio non petita accusatio manifesta.
L’altra mozione quella sulla TARI era talmente scritta bene che l’Assessore Sciscioli, apprezziamo il suo coraggio, ha ammesso la fondatezza dei rilievi, ma poi la Maggioranza ha temuto per l’adozione di un eventuale provvedimento ispirato a novità, ammettendo di non aver avuto tempo per adottare provvedimenti che non colpissero il ceto imprenditoriale, del commercio e professionale.
Il resto è diciamo dinamica consueta di un Consiglio Comunale”.
Pretendere che io taccia sulla mia attività di Consigliere, o descrivere la mia attività di verifica come una “ritirata” o un ripensamento, è un’operazione che ha un nome preciso: tentativo di delegittimare il controllo democratico sull’uso del denaro pubblico.
Non ci si riuscirà.
Io continuerò a lavorare sulle carte ed ai posteri l’ardua sentenza ossia alla Magistratura Competente ove adita.
Di Liliana Cazzato

