✅ Blog: Corato, Monopattini e bici elettriche, il rischio corre più veloce dei controlli.

5 Min Read

Casco, assicurazione, contrassegno, limiti tecnici e regole di circolazione: le norme ci sono. I controlli sono insufficienti. Tutto ciò, può bastare per prevenire il prossimo incidente?

 

Monopattini elettrici e biciclette a pedalata assistita sono ormai parte della mobilità urbana. Mezzi utili e sostenibili che, però, quando vengono utilizzati ignorando le regole o alterandone le caratteristiche tecniche, possono trasformarsi in un serio problema di sicurezza.

 

Per i monopattini la normativa è diventata più stringente, prevedendo una serie di obblighi per il loro utilizzo.

Diverso il caso delle biciclette a pedalata assistita: per essere considerate biciclette devono rispettare precisi requisiti tecnici.

Quando vengono modificate per procedere autonomamente o superare i limiti previsti, possono uscire dalla categoria dei velocipedi, facendo scattare obblighi e sanzioni ben diversi.

 

Che il problema sia concreto lo dimostrano le operazioni condotte recentemente a Bari, dove Polizia Locale e Carabinieri hanno contestato numerose violazioni a conducenti di monopattini e sono state individuate anche biciclette elettriche alterate.

 

Anche ad Andria sono stati organizzati servizi ad alto impatto, con decine di operatori della Polizia Locale impegnati nei controlli dedicati e frequenti, anche in borghese, riscontrando violazioni riguardanti motocicli, bici elettriche e monopattini, alcuni condotti persino da giovanissimi.

 

Bari controlla, Andria controlla. E Corato?

A Corato la situazione appare decisamente più complicata. La Polizia Locale è sotto organico e, proprio per la carenza di personale e per i numerosi servizi da garantire quotidianamente, riuscirebbe a effettuare controlli specifici su monopattini e biciclette elettriche soltanto una volta alla settimana sino alle 24.

 

Un dato che, se confermato, pone una domanda inevitabile: può essere realmente scongiurato il coinvolgimento di altri mezzi o, peggio ancora, di pedoni se non si riesce a garantire una presenza costante capace almeno di controllare e sanzionare i comportamenti più pericolosi?

 

Il fenomeno è da loro segnalato già tempo; monopattini che attraversano improvvisamente, mezzi condotti senza casco, conducenti giovanissimi e presunte “biciclette” elettriche che, per velocità e modalità di funzionamento, sembrano talvolta avere ben poco della normale pedalata assistita.

 

Mezzi spesso utilizzati per delinquere o spacciare nei luoghi inibiti alla circolazione, condotti da loschi individui che minano con la loro spacconeria e con la stessa presenza anche la sicurezza dei luoghi centrali.

 

A Corato un campanello d’allarme è già suonato. Nel dicembre scorso un quindicenne in monopattino rimase gravemente ferito nello scontro con una bicicletta elettrica in pieno centro.

 

Aspettare che accada qualcosa di ancora più grave non può essere la soluzione.

 

C’è poi un altro problema: quanto è realmente efficace la sola “multa”?

 

Per alcuni trasgressori il rischio di ricevere una sanzione potrebbe risultare persino meno oneroso del costo necessario per mettersi in regola, a cominciare dall’assicurazione e quando quelle multe non vengono pagate, iniziano notifiche e procedure di riscossione che possono trasformarsi in ulteriori costi amministrativi, senza necessariamente garantire l’effettivo recupero delle somme.

 

Il sequestro o il fermo del mezzo, inoltre, non sono conseguenze automatiche di qualsiasi violazione, prevosto solo per le manomissioni del veicolo se accertate.

 

Da qui un problema evidente di deterrenza: se chi viola sistematicamente le regole sa che probabilmente non verrà controllato e che persino una eventuale sanzione potrebbe non produrre conseguenze immediate, quale forza preventiva può avere la norma?

 

Il problema, dunque, non può essere scaricato sui pochi agenti disponibili.

Al contrario, proprio il sottorganico dovrebbe imporre una riflessione politica e amministrativa: come si intende garantire la sicurezza se mancano materialmente gli uomini per far rispettare le regole?

 

Bari e Andria hanno scelto controlli mirati e operazioni straordinarie. Corato può permettersi di controllare il fenomeno una sola volta alla settimana sino a mezzanotte?

Cosa accadrebbe se, nell’intervallo fra un controllo e l’altro, a pagare le conseguenze fosse un pedone o un automobilista che quelle regole, invece, le rispetta?

 

La mobilità sostenibile è una conquista. Ma senza controlli, prevenzione e sanzioni realmente efficaci, il rischio è che sulle nostre strade a essere assistita non sia più la pedalata, ma l’impunità.

 

di LILIANA CAZZATO

Share this Episode
Leave a comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Verificato da MonsterInsights