Una tempistica quantomeno singolare per una programmazione estiva.
Tanto che il cartellone ufficiale di agosto viene reso noto soltanto il 10 agosto, quando uno degli eventi inseriti nel programma si è addirittura già concluso.
Dal 7 al 9 agosto, all’Agriturismo San Giuseppe, si è infatti tenuto il Secolare Festival Metamorfosi, primo appuntamento indicato nel cartellone.
Il programma entra nel vivo il 12 agosto, nel Chiostro di Palazzo di Città, con “Mambo”, concerto d’archi al femminile.
Dal 13 al 29 agosto il centro storico ospiterà il Concorso Barca di Santa Maria, con l’installazione e l’esposizione dei manufatti in gara.
Il 17, 20, 22, 23 e 24 agosto torna “A Tubo”, festival delle bande da giro curato da PugliArmonica.
Il 18 agosto, a Torre Palomba, spazio a “Sotto la Torre si balla – La Balera di Torre Palomba”, che tornerà anche il 29 agosto.
Il 22, 23 e 24 agosto sarà invece il momento della Festa patronale di San Cataldo, curata dalla Deputazione San Cataldo, dall’Amministrazione comunale e, ancora una volta, da PugliArmonica.
Il 25 agosto, in piazza Cesare Battisti, è previsto il Grande Concerto in Piazza, mentre dal 26 al 30 agosto piazza Di Vagno, piazza Abbazia e piazza Vittorio Emanuele ospiteranno Gusto Jazz, tra musica e gastronomia.
Dal 26 agosto torna anche la storica Mostra d’Arte “Il Pendio”, giunta alla 58ª edizione: inaugurazione e premiazione in piazza Sedile, esposizione nel Chiostro di Palazzo Gioia fino al 6 settembre e, il 29 agosto, incontro degli artisti con il critico d’arte Roberto Litta.
Infine, il 27, 28 e 29 agosto, nel Chiostro di Palazzo di Città, spazio al XVI Festival Pianistico Fausto Zadra, con Incantesimi e incanti, da Oriente a Occidente, il concerto di Lisa Manosperti dedicato a Mia Martini e Passion. Da Napoli a Buenos Aires.
Un programma, dunque, certamente ricco. Ma il punto non è soltanto quanti eventi ci siano. È capire come e quando si arrivi a costruirli.
Programmare l’estate praticamente a estate iniziata significa comprimere tempi, possibilità e alternative.
E viene allora da chiedersi se questi ritardi siano soltanto il frutto di difficoltà organizzative o se, alla fine, non finiscano per consolidare un sistema che si ripete.
Perché, cambiano gli anni, ma “direttore e orchestra” sembrano essere sempre gli stessi: l’assessore alla Cultura Beniamino Marcone, legittimamente riconfermato dal Sindaco, da una parte e l’associazione PugliArmonica dall’altra.
Quest’ultima ritorna infatti in due momenti tutt’altro che marginali: “A Tubo” e la Festa patronale di San Cataldo, l’evento più importante e più costoso dell’intero cartellone estivo.
Nessuno mette in discussione la professionalità dei soggetti coinvolti.
È il modus operandi a suscitare perplessità. Possibile che Corato non disponga di professionisti, associazioni, musicisti, organizzatori o agenzie capaci di confezionare eventi di livello? Possibile che non esistano altre realtà con cui confrontarsi, alle quali offrire spazio e opportunità, senza dover andare a cercarle 200 chilometri più a sud della Puglia?
Cui prodest?
Una programmazione avviata con largo anticipo consentirebbe maggiore confronto, più pluralità e probabilmente anche maggiori possibilità per le eccellenze del territorio.
Arrivare invece sistematicamente a ridosso degli eventi rischia di trasformare l’urgenza nella migliore giustificazione per rivolgersi a chi è già conosciuto, già utilizzato e immediatamente disponibile.
E allora la domanda rimane: il ritardo è soltanto un problema organizzativo o, alla fine, rischia di diventare un metodo che restringe inevitabilmente il campo sempre agli stessi soggetti?
E ancora: chi sarà il direttore artistico individuato da PugliArmonica e quale sarà l’entourage di professionisti del territorio chiamato a collaborare?
Qualche idea, ce la siamo fatta, osservando quanto accaduto negli anni e certe dinamiche che sembrerebbero ripetersi.
Toccherà aspettare la conferma per capire se almeno lì arriverà una sorpresa oppure se il copione sarà, ancora una volta, quello già visto.
Perché la cultura dovrebbe significare apertura, contaminazione, pluralità e capacità di sorprendere. Se ogni estate cambiano le date sul calendario ma direttore d’orchestra e orchestra restano sempre gli stessi, forse è arrivato il momento di cambiare spartito.
di LILIANA CAZZATO

