✅ Blog: Stadio riaperto, Il Corato calcio fuori: la prima di campionato si gioca a Ruvo di Puglia e il conto lo paga la società

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Solo poche ore fa raccontavamo la situazione sempre più intricata attorno al campo sportivo comunale.

Ora arriva la conseguenza più pesante e, a questo punto, quasi prevedibile: la prima gara casalinga del Corato Calcio non si giocherà a Corato, ma a Ruvo di Puglia.

A darcene conferma è stato direttamente il Presidente del Corato Calcio, Francesco Colabella, sentito dalla nostra redazione.

 

Il Sindaco, Corrado De Benedittis ed il Dirigente, Giuseppe Siscioli non hanno dato l’autorizzazione all’uso del campo sportivo.

 

Dopo anni trascorsi ad aspettare la riapertura del Comunale, la squadra torna dunque a disputare una partita “in casa” fuori città, con un inevitabile aggravio di spesa legato all’utilizzo di un altro impianto e ai maggiori costi organizzativi e logistici.

Il paradosso è evidente: Corato ha finalmente il suo stadio, ma il Corato deve spendere di più per giocare altrove.

Secondo quanto abbiamo appreso, il sindaco e il dirigente competente non avrebbero autorizzato l’utilizzo del Comunale neppure a porte chiuse.

 

Sulle ragioni del mancato via libera non disponiamo, al momento, di un provvedimento che consenta di indicarle con certezza.

Da quanto ci viene riferito, potrebbero pesare sia questioni legate agli adempimenti e alle autorizzazioni per il pubblico spettacolo, sia la posizione relativa ai pagamenti della società.

Il condizionale resta dunque necessario.

 

Il campo dispone dal settembre 2025 dell’agibilità ex art. 80 TULPS per una capienza complessiva di 758 spettatori, nel rispetto delle previste condizioni di esercizio.

Resta allora da chiarire quali adempimenti impediscano concretamente l’utilizzo dell’impianto e perché non sia stato possibile consentire almeno lo svolgimento della gara senza pubblico.

Se sulla decisione avesse inciso anche la posizione economica del Corato Calcio, sarebbe altrettanto opportuno chiarirne il peso.

In assenza di una spiegazione ufficiale dettagliata, attorno allo stadio continuano inevitabilmente a circolare più ipotesi che certezze.

 

Ieri la rimozione del custode, il cambio dei lucchetti e i mancati allenamenti, oggi il bailamme

La decisione arriva dopo ore particolarmente tese attorno all’impianto.

Solo ieri sarebbe stato rimosso, quello che era diventato di fatto il custode storico del campo sportivo, figura che nel tempo avrebbe contribuito anche alla cura quotidiana della struttura, sono stati sostituiti i lucchetti dei cancelli e chi doveva allenarsi non lo ha potuto fare.

Questa mattina, secondo quanto ci viene riferito, attorno alla vicenda si sarebbe creato un vero bailamme, con momenti di forte tensione.

L’assessore allo Sport Gennaro Sciscioli, recatosi sul posto per monitorare meglio la situazione, sarebbe stato accompagnato e scortato da una pattuglia della Polizia Locale, durante le fasi più concitate.

 

Sempre secondo le informazioni raccolte, l’amministratore unico, Renato Bucci, e il coordinatore tecnico, Giancarlo Ungaro, della società affidataria dei servizi ASIPU, sarebbero stati destinatari di minacce verbali in relazione a quanto accaduto nelle ultime ore.

Anche in questo caso il condizionale è necessario, non disponendo al momento di riscontri ufficiali.

Se confermati, si tratterebbe comunque di episodi gravi e da condannare: le decisioni amministrative si possono contestare, le minacce no.

 

Al netto delle tensioni, resta il dato sostanziale.

Corato ha atteso anni per riavere il proprio stadio. Sono stati realizzati lavori, ottenuta l’agibilità e celebrato il ritorno del calcio al Comunale. Eppure, alla prima gara interna del nuovo campionato, il Corato torna a giocare a Ruvo di Puglia e, secondo quanto ci viene riferito, non avrebbe ottenuto neppure la possibilità di giocare a porte chiuse.

A questo punto servono soprattutto risposte chiare sulle ragioni amministrative che hanno determinato la scelta e sulle responsabilità di una decisione che comporterà per la società anche ulteriori costi per disputare fuori città una gara che avrebbe dovuto giocare nel proprio stadio.

Solo poche ore fa ci chiedevamo se domenica il cancello sarebbe stato aperto per tutti.

Ora una certezza c’è: il Corato giocherà a Ruvo di Puglia.

 

Ed è questo il paradosso più difficile da spiegare: dopo anni di attese, lavori e migliaia di euro di soldi pubblici spesi per restituire lo stadio alla città, alla prima giornata utile il cancello resta chiuso e la squadra della città è costretta ancora una volta a cercare casa altrove.

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