Corato sono iniziati i festeggiamenti per il Santo Patrono Ma sulle luminarie, oltre al risultato estetico, emergono interrogativi ben più importanti sulla sicurezza.
Corato entra nel vivo della sua Festa Patronale e, mentre nelle ultime ore fervono ancora i preparativi, il centro cittadino assume lentamente l’aspetto dei giorni più attesi dell’anno.
Processioni, bande, cassa armonica, giostre e luminarie accompagneranno i festeggiamenti dal 22 al 25 agosto, organizzati da Comune di Corato, Deputazione Maggiore “San Cataldo” e PugliArmonica.
A completare il quadro della festa c’è naturalmente anche il luna park, presenza ormai tradizionale dei giorni dedicati al Santo Patrono e punto di richiamo soprattutto per giovani e famiglie.
Anche nell’area destinata alle attrazioni fervono gli ultimi preparativi, tra montaggio delle giostre, allestimenti e verifiche necessarie prima dell’imminente apertura al pubblico.
E proprio le luminarie rappresentano uno dei primi elementi che saltano agli occhi.
L’impressione, inevitabilmente soggettiva, è quella di un allestimento decisamente più sobrio e meno imponente rispetto alle scenografie luminose che per decenni hanno caratterizzato la festa coratina.
A fronte di un costo indicato in circa 65mila euro per l’illuminazione artistica, il colpo d’occhio appare lontano dalla ricchezza delle architetture luminose del passato.
Un giudizio estetico può naturalmente dividere. La sicurezza, invece, non può essere questione di gusti.
Le immagini raccolte in queste ore mostrano, o comunque sembrano mostrare, modalità di fissaggio che meritano quantomeno una verifica tecnica: alcuni elementi di sostegno delle luminarie risultano assicurati ai pali della pubblica illuminazione; in altri punti sono visibili tiranti e fili metallici collocati a un’altezza potenzialmente raggiungibile dai passanti, oppure collegati ad altri corpi illuminanti o a balconi privati.
Ancora più particolare appare la situazione nei pressi del cantiere dell’ex liceo Oriani, dove alcuni tiranti sembrano raggiungere le impalcature interne, a loro volta prossime alle recinzioni metalliche esterne accessibili dalla strada.
Va precisato un punto: una fotografia non permette di stabilire né l’eventuale continuità elettrica tra gli elementi metallici né, da sola, l’esistenza di una violazione normativa.
Non si può quindi affermare che quegli ancoraggi siano irregolari o che costituiscano automaticamente un pericolo in caso di dispersione.
Ma proprio per questo sarebbe utile conoscere la documentazione tecnica.
La normativa non lascia infatti la sicurezza degli allestimenti elettrici alla semplice esperienza dell’installatore. La CEI 64-8, nella sua edizione entrata in vigore nel novembre 2024, costituisce il principale riferimento tecnico per la progettazione, la realizzazione e la verifica degli impianti elettrici in bassa tensione; per le catene luminose esiste inoltre la specifica CEI EN IEC 60598-2-20, aggiornata nel 2024, che disciplina le prescrizioni di sicurezza degli apparecchi destinati anche all’uso esterno.
Il D.Lgs. 81/2008, sul fronte della sicurezza del lavoro, impone inoltre una valutazione dei rischi elettrici che tenga conto anche delle interferenze, dell’ambiente circostante e delle condizioni di esercizio prevedibili, con particolare attenzione ai rischi derivanti da contatti diretti e indiretti.
Se pali, tiranti o altri elementi interessano la sede stradale o le sue pertinenze, entra in gioco anche l’articolo 21 del Codice della Strada, secondo il quale opere e installazioni temporanee sulle strade richiedono la preventiva autorizzazione dell’autorità competente e devono essere realizzate adottando tutti gli accorgimenti necessari per la sicurezza di automobilisti e pedoni.
Ed è qui che le domande diventano inevitabili.
I pali della pubblica illuminazione utilizzati come punti di ancoraggio sono stati verificati anche rispetto ai carichi aggiuntivi e alle sollecitazioni provocate dai tiranti?
Chi ne ha autorizzato l’utilizzo?
Gli ancoraggi alle proprietà private sono autorizzati?
I fili metallici collocati in prossimità delle zone pedonali sono adeguatamente protetti e segnalati?
E, soprattutto, l’utilizzo delle impalcature dell’ex liceo Oriani come eventuale punto di ancoraggio è stato autorizzato e valutato rispetto al progetto e alla sicurezza del cantiere?
Domande che riguardano innanzitutto chi ha materialmente eseguito il montaggio, ma anche chi era chiamato a verificarlo e a consentire che gli allestimenti insistessero su strade che, da questa sera, saranno attraversate da migliaia di persone.
Sarebbe quindi opportuno conoscere se siano state effettuate le necessarie verifiche tecniche, chi le abbia sottoscritte e quali controlli siano stati eseguiti dagli uffici competenti.
Curiosamente, proprio dalla presentazione ufficiale della festa arriva una frase che rende il confronto ancora più interessante.
Il presidente di PugliArmonica Graziano Cennamo ha assicurato che «la tradizione è onorata in ogni suo elemento, dalle bande da giro alle luminarie, fino alla spettacolarità dei fuochi d’artificio».
Sui fuochi, però, la tradizione quest’anno cambia pelle. Lo spettacolo delle 00.30 di domenica 23 agosto sarà infatti “Low Sound”, con emissioni acustiche contenute e prodotti plastic-free, scelta motivata anche con la volontà di ridurre lo spavento degli animali.
Una scelta innovativa e certamente rispettabile sul piano della tutela animale, ma che rende curioso il confronto con ciò che accade appena oltre i confini cittadini.
A Trani, nella Festa Patronale 2026 di San Nicola Pellegrino, alle 8 del 2 agosto si è regolarmente svolta la “diana pirotecnica” prevista dal programma ufficiale del Comune.
A Bisceglie, nella festa patronale di appena poche settimane fa, sono stati invece programmati più volte i tradizionali “lanci di bombe carta”.
È difficile immaginare che a determinare una sensibilità così diversa sia il numero di animali presenti a Corato rispetto a Trani o Bisceglie.
Più semplicemente, ogni amministrazione sceglie la propria linea.
Ed è proprio sul rispetto degli amici a quattro zampe che nasce un’altra riflessione.
Che differenza c’è, per un cane o per un gatto, tra il botto programmato della Festa Patronale e gli spari o i fuochi che, durante l’anno, vengono segnalati quasi abitualmente a mezzanotte per compleanni, ricorrenze private o per episodi che nel sentire comune vengono talvolta associati persino all’arrivo di partite di stupefacenti?
Se il problema è realmente il rumore e il disagio provocato agli animali, la tutela dovrebbe valere trecentosessantacinque giorni all’anno, non soltanto durante San Cataldo.
E invece proprio quei fenomeni quotidiani sembrano molto più difficili da arginare, mentre sulla manifestazione organizzata e autorizzata si riesce ad intervenire preventivamente.
C’è poi un’altra domanda, forse provocatoria ma inevitabile.
Se il principio è quello di evitare rumori capaci di disturbare gli animali, cosa dire del luna park? Musica ad alto volume, sirene, richiami, motori e suoni delle attrazioni accompagnano per ore intere le giornate e soprattutto le serate della festa.
Gli animali che vivono nelle abitazioni vicine all’area delle giostre sono forse meno sensibili al rumore? Se la direzione intrapresa è questa, dovremo aspettarci come novità per il 2027 anche un luna park “Low Sound”? O, spingendo il ragionamento fino alle sue estreme conseguenze, la sua eliminazione?
Quando si interviene su tradizioni profondamente radicate, come più volte sottolineate dal Sindaco, sarebbe utile spiegare con chiarezza quali criteri abbiano guidato quelle scelte e perché ciò che a Corato viene ridimensionato in nome del rispetto degli animali continui invece, a pochi chilometri di distanza, a essere considerato parte integrante della festa patronale.
San Cataldo, intanto, comincia.
La città si riempirà, come ogni anno, di fedeli, famiglie, visitatori e curiosi.
E insieme alle strade del centro si animerà anche il luna park, altro luogo nel quale nei prossimi giorni si concentrerà un numero considerevole di persone.
Proprio per questo, dalle luminarie alle attrazioni dello spettacolo viaggiante, la sicurezza degli allestimenti e i controlli preventivi rappresentano un aspetto tutt’altro che secondario di una festa destinata ad accogliere migliaia di cittadini.
E se sull’estetica delle luminarie ciascuno potrà esprimere liberamente il proprio giudizio, sulla loro sicurezza sarebbe preferibile non affidarsi alle impressioni.
Basterebbero documenti, verifiche e qualche risposta.
Nel frattempo, non resta che confidare anche in San Cataldo: che, per non vedersi rovinare la festa, protegga fedeli e visitatori da ogni possibile incidente.
Perché affidarsi al Santo è questione di fede. Affidare la sicurezza soltanto al Santo sarebbe tutta un’altra cosa.

