✅ Blog: L’elettrodotto in zona 167: un argomento per tutte le stagioni politiche.

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L’elettrodotto in zona 167: un argomento per tutte le stagioni politiche.

 

A Corato, dopo anni di oblio e silenzio, si ritorna a parlare di elettrosmog, una questione spinosa e fonte di gravosa preoccupazione non solo per tutta la cittadinanza ma nella fattispecie, per i residenti della zona 167, i quali da anni ne subiscono le conseguenze con un aumento di malattie tumorali e protocolli di intesa con il gestore degli impianti “TERNA” che tardano ad arrivare.

 

Nonostante le segnalazioni giunte in passato dalle statistiche sanitarie, le quali indicavano un aumento della concentrazione dei casi oncologici proprio nella zona interessata dall’elettrodotto, ad oggi nulla di concreto, pare sia avvenuto o in procinto di avvenire.

A riaccendere in queste ore i riflettori sulla “vicenda elettrodotto”, è un comunicato a firma di Direzione Corato, la lista civica con a capo il Sen. Luigi Perrone, che ne denuncia proprio la dimenticanza da parte dell’attuale giunta De Benedittis.

 

“L’elettrodotto nella zona 167 è stato per anni un tema “caldo- affermano da Direzione Corato che continua-: “In molti ricorderanno comitati di lotta, cortei, fiaccolate, sit in e cartelloni “Sindaco abbia cura del nostro territorio”, “difendiamo il territorio e la salute”, “C’È TROPPA GENTE CHE SI AMMALA”; addirittura interrogazioni parlamentari ed altro ancora; una parte politica (la sinistra) ha cavalcato le proteste.”

 

Il prof. Corrado De Benedittis, oggi sindaco, dichiarava nel 2018:

“Torna alla ribalta dell’attenzione il problema elettrodotto della 167 di Corato che ho seguito passo passo al fianco dei Comitati cittadini di lotta.

 

I cittadini e le cittadine di quel quartiere hanno continuato drammaticamente a patire la presenza di tralicci dell’alta tensione con gravi conseguenze su salute e benessere.

I consiglieri comunali fermino il gioco.

 

Lascino all’ormai prossima amministrazione e al sindaco che verrà il diritto e la responsabilità di scegliere e soprattutto la possibilità di giocare una partita tutta diversa che non divida cittadini e quartieri ma che detti a TERNA condizioni e modalità di soluzione immediata del problema.

 

La dignità di una città viene prima. Lo diremo, ci dovranno ascoltare e ci ascolteranno.”

Parole che in campagna elettorale hanno fatto pensare ai più, che l’interesse rivolto verso quella parte di città, fosse reale ed incondizionato, così come la promessa, inserita nel programma elettorale della CAP, dell’istituzione di un “registro dei tumori”, chiesta a gran voce e spesso in periodi preelettorali da tante forze politiche in opposizione all’allora maggioranza di centro destra.

 

In pratica dal 2008, quando l’allora Sindaco Sen. Luigi Perrone propose alla società TERNA, soluzioni alternative all’interramento dell’elettrodotto, firmando l’accordo con la stessa ditta per lo spostamento dei tralicci, nulla è stato fatto in concreto per la risoluzione definitiva della suddetta problematica.

 

Il tempo stimato, dall’accordo Comune – TERNA, era di tre anni ma nulla si mosse in concreto.

A distanza di dieci anni, invece, nell’ottobre 2018, il sindaco Massimo Mazzilli e il dirigente di TERNA, Adel Motawi, sottoscrissero un protocollo d’intesa fra Comune e TERNA in cui vennero definiti il tracciato e le caratteristiche della nuova linea elettrica.

 

Tutto sembrava definito ma proprio i comitati cittadini, oggi scomparsi a detta di Direzione Corato, condussero una lunga battaglia per ottenere l’interramento della linea elettrica.

 

La questione è spesso sbarcata in consiglio comunale, l’ultima volta per approvare il testo degli “Accordi associati all’elettrodotto 150 kVA Corato – Bari industriale 2”.

 

Nonostante ciò, l’elettrodotto, continua a guardare dall’alto quella zona.

 

“Passano circa due anni e “il sindaco che verrà” arriva ad Ottobre 2020, ed è proprio la stessa persona che aveva seguito passo passo il problema a fianco dei comitati cittadini di lotta”; lo stesso che doveva “DETTARE A TERNA le modalità di soluzione del “problema” e dichiarava solennemente “ci dovranno ascoltare e ci ascolteranno. Intanto passano altri tre anni…”, continua nel suo comunicato Direzione Corato che sottolinea la totale inerzia dell’Amministrazione a riguardo.

 

A novembre 2023, con un’interrogazione in merito, proprio il già Sindaco, Sen. Perrone, “fa notare come i vari comitati di lotta siano scomparsi e che dell’elettrodotto non se ne parli più.

Il Sindaco, lo stesso Corrado De Benedittis che fino al 2018 era stato a fianco dei comitati di lotta e che dichiarava risolutamente “ci dovranno ascoltare e ci ascolteranno”, dichiara in risposta a Perrone “Quando si è insediata la mia amministrazione incontrammo Terna per riprendere la questione dell’elettrodotto.

 

Posi delle domande circa la possibilità di interrare e TERNA mi rispose che tutto era possibile e che l’interramento era certamente possibile anche se a costi differenti”, “Il dialogo tra TERNA e Palazzo di Città è continuato” “Abbiamo chiesto di fare una variante al progetto per procedere all’interramento dell’elettrodotto del tratto che interessa la nostra città”.

 

Ma Direzione Corato non si ferma, presenta un accesso agli atti da cui si evince che: “non risulta nessun documento che attesti gli incontri ed il dialogo con Terna né la richiesta di variante al progetto.

 

Il dirigente dichiara: “NON SONO STATI RINVENUTI VERBALI DEGLI INCONTRI TRA IL SINDACO E TERNA”. Quindi, se incontri ci sono stati, si è trattato di “interlocuzioni” (termine caro al Sindaco), ovvero poco più che chiacchiere da bar.”

 

Ad oggi, secondo Direzione Corato, nessuna soluzione è in vista, sottolineando il fatto che: “i comitati sono scomparsi, forse non ci si ammala più? Non si deve più difendere e tutelare il territorio e tutti gli slogan dell’epoca?”

 

Dall’analisi della vicenda storica della questione, si evince un ambientalismo a corrente alternata, un modo come un altro per fare solo mera campagna elettorale con slogan ad effetto che però come un boomerang, oggi ricadono proprio sull’attuale Amministrazione, rea di un totale immobilismo e dimenticanza sul tema elettrodotto, così come, “i comitati NO RIP, quelli che protestavano contro l’installazione di antenne di telefonia al grido “5G e aumento tumori, le ultime ricerche parlano chiaro: il pericolo esiste ed è fondato”.

 

Al netto delle responsabilità, degli accordi non condivisi e dell’uso strumentale delle proteste e degli slogan, viene da chiedersi a distanza di 17 anni, quanto vale oggi la vita e la salute di questi cittadini per la classe politica locale, la quale riacquista la memoria solo alla scadenza dei mandati elettorali.

 

E’ dunque auspicabile che opposizione e maggioranza possano dialogare al fine di poter porre la parola fine su un argomento che riguarda la salute collettiva, non adoperando più’ la vita dei malcapitati, “rei” solo di aver acquistato un immobile in quella zona, ad uso e consumo propagandistico.

 

Di Liliana Cazzato

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