✅ Blog: Estate 2026 a Corato: Il Cartellone al Tramonto e l’Enigma dei Patrocini Esclusi.

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Estate 2026 a Corato: Il Cartellone al Tramonto e l’Enigma dei Patrocini Esclusi.


Un’analisi critica tra le promesse dell’amministrazione, la burocrazia a scoppio ritardato e i dubbi sulle motivazioni della graduatoria “Sei la mia città 2026”.

A stagione estiva ormai inoltrata, l’amministrazione comunale di Corato ha ufficializzato la graduatoria per l’assegnazione dei patrocini e dei contributi economici legati al cartellone estivo “Sei la mia città 2026”.


La pubblicazione della Determinazione Dirigenziale n. 892, avvenuta soltanto il 3 agosto 2026, conferma tutte le preoccupazioni espresse nei mesi scorsi dagli esercenti e dagli operatori economici del centro storico.

L’assenza di un programma estivo tempestivo ha infatti creato fortissimi disagi alle attività ricettive e commerciali della città.


Nelle scorse settimane, l’Assessore alla Cultura e Turismo, Beniamino Marcone, era intervenuto pubblicamente per rassicurare la cittadinanza, affermando che:

  1. Le proteste degli esercenti confermavano l’importanza strategica della cultura come vero e proprio «motore trainante» ed «infrastruttura economica e di welfare».
  2. Il ritardo era da imputare ai tempi tecnici legati all’insediamento per l’avvio del secondo mandato amministrativo e alla conseguente riorganizzazione degli uffici comunali post-elettorali.
  3. L’amministrazione era «ai nastri di partenza» e pronta a presentare un calendario «ricco, diffuso e trasversale».

Tuttavia, far uscire la determina di spesa ed approvazione della graduatoria ad agosto inoltrato svuota di fatto il cartellone estivo del suo valore di programmazione e promozione turistica a lungo termine.


La determinazione impegnata dal Dirigente del I Settore, fissa la somma complessiva destinata ai contributi culturali in € 19.400,00 ma il dato più clamoroso risiede nell’analisi della graduatoria finale dei progetti presentati:


  • Area A: Solo 4 ammessi (I.C. Imbriani-Piccarreta, Note di Puglia APS, Orchestra Sinfonica Federiciana, Archeoclub Corato) di fronte a ben 9 soggetti NON ammessi (tra cui realtà storiche e attive come AVIS Corato, Arterie Teatro ETS, APS Rione Junno, Centro Studi Cultura et Memoria, Ass. Cantanapoli, Amici dei Musei, Alterazioni).
  • Area B: Soltanto 2 ammessi (Room to Play, Hubanero ETS) e 7 soggetti NON ammessi (tra cui CIPS, Mani Unite APS, Ass. Torre Normanna, Rock’n Roll APS, Gocce nell’Oceano APS).
  • Area C: 2 ammessi (If in Apulia, Misurecomposte) e 2 NON ammessi (Ars Musica, Officina Orffiana delle Arti).
  • Area D ed Esclusi: Nessun ammesso in Area D e ben 5 realtà completamente ESCLUSE (Teatro delle Molliche, Anelli Angeliana, Bellavita Eventi SRLS, LD Agenzia Orfeo, Centro Italo Venezuelano).

Sui documenti pubblicati non compare alcuna motivazione tecnica, formale o di punteggio di merito che spieghi perché oltre due terzi dei richiedenti (18 non ammessi e 5 esclusi su oltre 30 partecipanti) siano stati tagliati fuori.

La mancanza di criteri espliciti o note esplicative lascia aperta una serie di interrogativi sulla trasparenza delle valutazioni effettuate.


Quali sono state le cause formali o qualitative che hanno portato alla bocciatura di associazioni socioculturali storiche e attive da anni sul territorio coratino?


Come si concilia l’idea di una cultura intesa come «infrastruttura economica» con una gestione amministrativa che approva l’impegno di spesa a stagione turistica quasi ultimata?


Con quali garanzie le associazioni ammesse ed escluse hanno potuto (o potranno) organizzare gli eventi estivi a fronte di una conferma giunta solo il 3 agosto?


Oltre al ritardo di pubblicazione e alla mancanza di motivazioni per i tanti “esclusi” e “non ammessi”, emerge un forte dubbio sulle scelte di bilancio dell’amministrazione:

Il confronto con gli anni passati e il reale budget dell’estate: 19.400 euro complessivi distribuiti su appena 8 soggetti ammessi rappresentano una media di circa 2.400 euro a progetto. Ci si chiede se questa cifra costituisca l’intero investimento comunale per l’estate 2026 o solo una “vetrina” per le associazioni minori.


A fronte di un avviso pubblico ridotto nei tempi e nelle risorse, (avviso con scadenza dal 2 al 12 luglio 2026) resta da chiarire se la fetta più consistente delle risorse pubbliche destinate alla cultura non sarà invece impegnata attraverso affidamenti diretti dell’ultimo minuto, delibere di giunta ad hoc o incarichi esterni per grandi eventi gestiti da pochi beneficiari o da soggetti già consolidati nelle edizioni precedenti.


Se da un lato la trafila del bando pubblico impone iter lunghi, documentazione stringente e graduatorie severe che tagliano fuori decine di realtà locali, dall’altro gli affidamenti diretti e le chiamate dirette saltano questi passaggi, creando un potenziale squilibrio tra chi deve attendere agosto per un piccolo contributo e chi beneficia di impegni di spesa diretti e ben più cospicui.


Pur restando fiduciosi nel cambio di rotta, annunciato a più voci da molti membri dell’amministrazione De Benedittis bis, alla città non resta che aspettare per vedere se questo sia il cartellone definitivo, concepito come un matrimonio coi “fichi secchi”, oppure ritrovare più in là i soliti noti a gestire, a mezzo affidi diretti, somme molto più corpose, al grido di “la legge lo consente”


di CINZIA MEZZINA

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