✅ Blog: Corato, l’estate spunta “singhiozzando” dall’Albo Pretorio. Ma della festa patronale ancora nessuna traccia.

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Altri 79mila euro tra Pro Loco e Secolare Festival, mentre il calendario estivo arriva a pezzi e senza una presentazione complessiva. A pochi giorni dalla festa patronale il programma civile resta un mistero. Sarà ancora il Comune a gestirlo? 

 

Gli eventi ci sono, i soldi anche. Quello che continua a mancare è un quadro chiaro consegnato alla città.

 

L’estate coratina prende forma con estremo ritardo e, ancora una volta, bisogna cercarla tra determine, delibere e allegati dell’Albo Pretorio.

 

SpazioTVNews si era già occupata dell’avviso “Sei la mia città – Estate 2026”, con i 19.400 euro destinati ai progetti selezionati e gli interrogativi sulle proposte escluse dal patrocinio comunale.

 

Una vicenda già approfondita nel nostro articolo “Estate 2026 a Corato: il cartellone al tramonto e l’enigma dei patrocini esclusi” e sulla quale non torneremo.

 

quì il link dell’articolo  https://spaziotvnews.it/podcast/%e2%9c%85-blog-estate-2026-a-corato-il-cartellone-al-tramonto-e-lenigma-dei-patrocini-esclusi/

 

Ora dagli atti emergono altri 79mila euro.

 

Con una delibera del 4 agosto, la Giunta ha riconosciuto 40mila euro alla Pro Loco Quadratum per il programma delle iniziative estive.

 

Nel calendario figurano la Barca di Santa Maria, il 12 e 13 agosto, con il concerto dei Drjazz; la 58ª edizione de “Il Pendio”, dal 26 agosto al 6 settembre; gli Avion Travel, il 4 settembre in Largo Plebiscito; “Corato si racconta” il 12 settembre; la IX Festa della Mandorla il 26 settembre e la 40ª Sfilata di carrozze e attacchi d’epoca l’11 ottobre.

Nel programma sono comprese anche manifestazioni già svoltesi nei mesi di giugno e luglio.

 

Altri 39mila euro sono stati assegnati alla cooperativa Spore Impresa Sociale per la quarta edizione del Secolare Festival, in programma fino al 9 agosto.

 

Senza conteggiare, dunque, i 19.400 euro di “Sei la mia città”, già analizzati, parliamo di 79mila euro di ulteriori contributi pubblici.

 

La macchina degli eventi, quindi, non è ferma.

È la comunicazione che sembra arrivare dopo.

 

Siamo all’8 agosto, Ferragosto è alle porte e il cittadino che voglia sapere cosa offre l’estate coratina deve ancora trasformarsi quasi in un investigatore dell’Albo Pretorio, mettendo insieme atti amministrativi e relativi allegati.

Eppure il punto più curioso deve ancora arrivare.

 

Festa patronale: il programma civile dov’è?

La festa patronale è ormai alle porte, ma del programma civile, ad oggi, non c’è ancora traccia ufficiale.

 

Nessuna presentazione complessiva, nessun cartellone reso noto alla città.

E il silenzio apre inevitabilmente un altro interrogativo.

 

Considerato quanto accaduto sino ad oggi e visto che, almeno al momento, dalla Deputazione non emergono comunicazioni sull’organizzazione della parte civile, è plausibile ipotizzare che sarà ancora una volta il Comune ad avere un ruolo determinante nella sua programmazione.

 

Ma se sarà così, perché deve essere il Comune ad organizzare direttamente la parte civile della festa patronale?

 

In diverse città vicine le amministrazioni contribuiscono economicamente ai festeggiamenti, mentre Deputazioni o Delegazioni si occupano dell’organizzazione della festa.

A Corato perché no?

 

La domanda, a questo punto, diventa inevitabilmente più scomoda: è una scelta dettata dalla presunta incapacità della Deputazione di organizzare autonomamente la parte civile oppure esiste la volontà politica di mantenere nelle mani dell’amministrazione il controllo della programmazione di uno degli eventi più importanti e partecipati dell’anno?

 

Non stiamo dando una risposta. La stiamo chiedendo.

 

Perché, qualunque sia la ragione, sarebbe opportuno che venisse spiegata alla città.

 

Un Comune laico deve contribuire o organizzare?

 

C’è poi una questione che va persino oltre l’organizzazione della festa.

 

L’Italia è uno Stato laico. E Corato non è composta soltanto da cittadini cattolici: ci sono cittadini, appartenenti ad altre confessioni ed altri che non professano alcuna religione.

La festa patronale appartiene indiscutibilmente alla storia e alla tradizione della città e il suo valore culturale, identitario e turistico può certamente giustificare un sostegno pubblico.

Ma una cosa è sostenere, altra cosa è organizzare.

Ed è proprio qui che passa il confine sul quale sarebbe opportuno interrogarsi.

 

Se il Comune utilizza risorse pubbliche e assume direttamente la regia della parte civile di una ricorrenza cattolica, cosa accadrebbe se domani fedeli di un’altra confessione chiedessero lo stesso impegno economico e organizzativo per una propria importante celebrazione?

Avrebbero diritto allo stesso trattamento?

 

Non è una discussione contro la festa patronale. È esattamente il contrario.

 

Proprio perché la festa rappresenta uno dei momenti più importanti e sentiti della comunità coratina, sarebbe forse arrivato il momento di restituirle ruoli e responsabilità chiaramente definiti.

 

Alla Deputazione l’organizzazione della festa, compresa la parte civile; al Comune il compito di sostenerla economicamente e istituzionalmente e di garantire sicurezza, servizi, viabilità e tutto ciò che rientra nelle proprie competenze.

 

Un modello semplice e, soprattutto, trasparente.

 

Per questa edizione, considerando la prassi seguita finora e l’attuale silenzio della Deputazione sulla parte civile, l’ipotesi è che ancora una volta il Comune possa assumere un ruolo centrale nell’organizzazione.

 

Saranno gli atti e le comunicazioni ufficiali a confermarlo o smentirlo.

 

Ma proprio perché, ad oggi, della festa patronale civile non c’è ancora traccia, vogliamo avanzare un auspicio.

E se questa volta fosse diverso?

E se già da quest’anno il Comune decidesse di limitarsi al proprio ruolo istituzionale, sostenendo la festa e lasciando alla Deputazione piena responsabilità nell’organizzazione?

 

Sarebbe un cambio di rotta importante e restituirebbe chiarezza ai ruoli.

Alla Deputazione la festa. Al Comune il sostegno necessario per renderla possibile. 

 

di Cinzia Mezzina

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