✅ Blog: ZES, Andria corre nei numeri Corato resta forte nell’economia ma il confronto riapre il tema di infrastrutture e dialogo con le imprese.

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Andria guida la Puglia per numero di Autorizzazioni Uniche ZES. Corato, seconda città della Città Metropolitana di Bari per fatturato complessivo delle proprie aziende, presenta numeri inferiori.

Ma basta contare le pratiche per capire chi stia sfruttando meglio la ZES? 

 

La Zona Economica Speciale Unica comprende i territori del Mezzogiorno e nasce per favorire nuovi investimenti e ampliamenti produttivi attraverso agevolazioni fiscali e procedure amministrative semplificate.

 

Andria, nei dati disponibili, è arrivata a 50 Autorizzazioni Uniche, di cui 28 relative a nuovi insediamenti.

 

A Corato, nella nostra ricostruzione degli elenchi disponibili, risultano invece almeno nove autorizzazioni, sette riconducibili ad ampliamenti e due classificate come nuovi insediamenti.

 

Le aziende individuate sono:

  • Meditrans Srl
  • C.M.A. – Costruzioni Montacarichi ed Ascensori
  • Caseificio Maldera
  • Cannillo Srl
  • Gipso Srl
  • Corriere Manufatti di Di Bartolomeo Domenico
  • Cerealitalia Industrie Dolciarie Spa
  • Corgom Srl

Il confronto numerico è evidente.

Ma il dato va letto con maggiore attenzione.

 

Squeo: «Il tessuto economico di Corato è cambiato»

Abbiamo posto la questione a Francesco Squeo, già presidente della Consulta dello Sviluppo Economico e dell’AIC.

 

Secondo Squeo, la distanza numerica tra Andria e Corato potrebbe dipendere anche dalla trasformazione avvenuta nel tessuto imprenditoriale cittadino.

 

Corato resta una delle realtà economiche più forti del territorio ed è indicata come seconda città della Città Metropolitana di Bari per fatturato complessivo delle proprie aziende.

 

Tuttavia, nella lettura di Squeo, questa forza sarebbe oggi meno distribuita rispetto al passato.

Una parte consistente dei grandi numeri economici della città sarebbe infatti concentrata in un numero ristretto di imprese di grandi dimensioni, mentre si sarebbe progressivamente ridotta quella maggiore omogeneità del tessuto produttivo che in passato caratterizzava Corato.

 

Questo potrebbe tradursi anche in una minore diffusione degli investimenti in ampliamenti, nuovi insediamenti e infrastrutture.

 

Squeo individua anche un secondo problema: il progressivo indebolimento del dialogo tra politica e mondo produttivo.

Un rapporto che avrebbe dovuto trovare nella Consulta dello Sviluppo Economico uno dei luoghi principali di confronto e che, secondo l’ex presidente, non sempre avrebbe prodotto un ascolto concreto delle esigenze delle aziende.

 

Da qui un vuoto che avrebbe pesato anche sulle richieste di infrastrutture, servizi, viabilità e collegamenti per le aree produttive.

Molte necessità rappresentate negli anni dal settore imprenditoriale, secondo Squeo, non avrebbero trovato realizzazione.

E questo può incidere sulle scelte di investimento, perché gli incentivi aiutano, ma un’impresa guarda anche alla qualità dell’area industriale, ai servizi e ai collegamenti.

 

Diaferia: «La scelta ZES è autonoma, ma Comune e uffici sono disponibili»

Una lettura diversa arriva dal neo assessore allo Sviluppo Economico, ing. Antonio Diaferia.

 

Diaferia ribadisce la volontà di garantire massimo ascolto alle imprese del territorio e sottolinea la piena disponibilità propria e degli uffici comunali verso il settore produttivo.

 

Fa però una precisazione: la scelta di utilizzare le opportunità offerte dalla ZES è autonoma e appartiene alle singole imprese.

Il Comune può accompagnare e mettere a disposizione i propri uffici per quanto di competenza, ma non può determinare la scelta di un imprenditore di ampliare o realizzare un nuovo insediamento.

 

Diaferia aggiunge inoltre un dato emerso dagli uffici comunali: i proventi derivanti dagli oneri di urbanizzazione connessi alle pratiche ZES sarebbero raddoppiati.

Un elemento che, secondo l’assessore, non sarebbe compatibile con l’immagine di un sistema produttivo coratino fermo rispetto alla ZES.

 

C’è però un aspetto politico che vale la pena sottolineare. Diaferia sembra voler privilegiare proprio quel dialogo con il mondo produttivo che Squeo ritiene essersi progressivamente indebolito negli anni.

La disponibilità dichiarata dall’assessore al confronto con imprese e associazioni rappresenta, almeno nelle intenzioni, un buon inizio di mandato.

Sarà naturalmente il tempo a dire se questa disponibilità riuscirà a trasformarsi in un metodo stabile e soprattutto in risultati concreti.

 

Ma il punto di partenza appare chiaro: riaprire un canale di confronto con chi produce, investe e crea occupazione, riportando le esigenze del sistema imprenditoriale dentro la programmazione dello sviluppo economico cittadino.

Diaferia invita a leggere diversamente il confronto con Andria.

 

Il semplice numero delle autorizzazioni non racconta necessariamente il valore degli investimenti.

Dieci aziende potrebbero, ad esempio, presentare dieci pratiche per ampliamenti da appena 20 metri quadrati ciascuno; nove imprese potrebbero invece realizzare ampliamenti da mille metri quadrati ciascuno.

Nel primo caso avremmo più autorizzazioni, nel secondo un impatto economico e produttivo potenzialmente molto maggiore.

Il concetto è semplice: non conta soltanto il numero delle pratiche, ma anche la dimensione e la qualità degli investimenti realizzati.

 

Per capire davvero quanto Andria e Corato stiano sfruttando la ZES servirebbe quindi mettere a confronto non solo le autorizzazioni, ma anche il valore economico degli investimenti, le superfici interessate e i nuovi posti di lavoro generati.

 

Due letture che non necessariamente si contraddicono

Le posizioni di Squeo e Diaferia non sono necessariamente incompatibili.

Da una parte viene posto il tema di un tessuto produttivo meno diffuso rispetto al passato e di un dialogo tra imprese e politica che si sarebbe indebolito.

 

Dall’altra l’amministrazione sottolinea che le imprese coratine continuano a investire e che il solo numero delle autorizzazioni non basta a misurare la reale portata della ZES.

Ed è probabilmente proprio questo il punto sul quale il confronto con Andria può diventare utile.

 

Corato è economicamente forte. Ma quanto ha costruito attorno alle sue imprese?

Corato continua ad avere un peso economico rilevante.

Essere seconda nella Città Metropolitana di Bari per fatturato complessivo delle proprie aziende significa poter contare su realtà imprenditoriali capaci di generare numeri molto importanti.

 

La domanda, però, è quanto questa forza sia stata accompagnata negli anni da infrastrutture, servizi e programmazione.

Perché un territorio può avere aziende molto forti e allo stesso tempo non riuscire a trasformare completamente quella ricchezza in una maggiore capacità di attrarre nuovi investimenti.

 

Il confronto con Andria, dunque, non dovrebbe ridursi a un derby tra città o a una semplice conta di autorizzazioni.

La vera domanda è un’altra: quanto valgono gli investimenti ZES realizzati a Corato e quanto la città è riuscita a costruire, attorno alla propria forza imprenditoriale, le condizioni necessarie per continuare a crescere?

 

Andria oggi può mostrare il primato dei numeri.

Corato può rivendicare il peso del proprio sistema produttivo.

 

Per capire chi stia sfruttando meglio la ZES bisogna però andare oltre il numero delle pratiche e misurare investimenti, superfici realizzate, infrastrutture e ricadute occupazionali.

 

di Cinzia Mezzina

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