Dall’auditorium aperto anche alla città ai nuovi spazi didattici, fino all’adeguamento antincendio dell’intero complesso.
Il progetto di ampliamento dell’Oriani ha ormai assunto una forma concreta e vale circa 3 milioni di euro.
La Città Metropolitana lo ha inserito nella propria programmazione, ma il nodo resta la copertura finanziaria.
Ne abbiamo parlato con il consigliere metropolitano delegato all’Edilizia scolastica Giovanni Camporeale.
Torniamo a parlare del Liceo “Alfredo Oriani”
Quella dell’ampliamento del “Oriani” è una storia che parte da lontano.
Già nel 2021 la Città Metropolitana di Bari aveva inserito l’intervento nella propria programmazione, inizialmente con una previsione di 1 milione e 750mila euro. Nel tempo il progetto è cresciuto, così come i costi e le opere previste.
Nel luglio 2025 il Consiglio metropolitano ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per un importo aggiornato a circa 3 milioni di euro.
Un altro passaggio fondamentale è arrivato il 31 marzo 2026, quando il Consiglio comunale di Corato ha approvato all’unanimità il permesso di costruire in deroga necessario per la nuova volumetria destinata alla didattica e alle attività extracurriculari.
Nel frattempo la progettazione è andata avanti.
Il progetto di fattibilità, redatto dall’ingegnere Pasquale Diaferia, delinea infatti un intervento che va ben oltre la semplice aggiunta di qualche aula.
Uno degli elementi più interessanti è la realizzazione, al piano terra, di un auditorium pensato non soltanto per le attività scolastiche. Come emerge dalle premesse progettuali, lo spazio sarà dotato di un accesso autonomo anche dall’esterno del complesso scolastico, così da poter essere utilizzato anche da un pubblico non appartenente alla scuola.
Una scelta che, se realizzata, consegnerebbe a Corato non soltanto nuovi spazi per gli studenti, ma anche una struttura potenzialmente utilizzabile per iniziative culturali, incontri ed eventi aperti alla città.
Abbiamo chiesto al consigliere della Città Metropolitana Giovanni Camporeale, delegato all’Edilizia scolastica, di fare il punto sul progetto e soprattutto sulle prospettive concrete di realizzazione.
Camporeale ci ha confermato che, dopo il progetto di fattibilità, è stato nel frattempo redatto anche il progetto esecutivo, successivamente acquisito dalla Città Metropolitana dopo i necessari passaggi autorizzativi.
L’intervento, per un valore complessivo stimato intorno ai 3 milioni di euro, comprende anche un capitolo importante relativo alla sicurezza antincendio.
È prevista la realizzazione ex novo dell’impianto antincendio per la parte di nuova costruzione, insieme al ripristino e all’adeguamento dell’impianto dell’intero complesso scolastico esistente.
Anche su questo fronte l’iter è già avanzato: la progettazione dell’impianto antincendio è stata affidata ed è stata redatta, aggiungendo quindi un altro tassello tecnico al progetto complessivo.
Insomma, non siamo più davanti alla semplice idea di ampliare il liceo: sotto il profilo progettuale l’intervento ha ormai una consistenza ben definita.
Il problema, a questo punto, sono i soldi.
L’opera è stata inserita nel Piano triennale delle opere pubbliche della Città Metropolitana, ma non ha potuto trovare copertura attraverso le risorse PNRR che negli ultimi anni hanno consentito all’ente di finanziare altri interventi sull’edilizia scolastica.
Su questo Camporeale tiene però a chiarire un aspetto: non si tratta di una mancata volontà politica di finanziare l’Oriani, quanto dell’assenza, tra le misure utilizzabili, di una linea realmente adatta alle caratteristiche di questo specifico intervento.
Il riferimento più evidente è alla Missione 2 del PNRR “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, e in particolare alla Componente 3 “Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici”, Investimento 1.1, dedicato alla “Costruzione di nuove scuole mediante sostituzione di edifici”.
La misura nasce infatti per realizzare nuovi edifici scolastici attraverso la sostituzione di strutture esistenti, puntando anche su sicurezza, sostenibilità ed efficienza energetica.
Ed è proprio qui che emerge la differenza con l’Oriani.
Camporeale cita il caso dell’IISS Domenico Romanazzi di Bari, per il quale è stato possibile utilizzare questa linea PNRR perché l’intervento consiste nella demolizione dell’edificio esistente e nella costruzione di una nuova scuola.
Per il Romanazzi la Città Metropolitana è soggetto attuatore di un intervento inserito proprio nella Missione 2, Componente 3, Investimento 1.1, con oltre 12,7 milioni di euro di risorse PNRR.
Una situazione profondamente diversa da quella dell’Oriani, dove non si demolisce e sostituisce l’edificio esistente, ma si realizza un ampliamento del complesso scolastico.
È dunque questo il nodo: la misura che ha consentito di intervenire sul Romanazzi non può essere automaticamente trasferita al progetto coratino.
Al momento non risulta una misura PNRR altrettanto proficua e immediatamente utilizzabile per finanziare un ampliamento con le caratteristiche dell’Oriani.
Non una scelta politica, quindi, ma un problema di compatibilità tra il progetto e i canali di finanziamento disponibili.
Ed è proprio su questo terreno che oggi si gioca la partita.
Secondo quanto ci riferisce Camporeale, la Città Metropolitana sarebbe pronta a riportare l’intervento all’attenzione del Consiglio metropolitano, ma prima bisogna individuare la forma di finanziamento capace di assicurare la copertura dei circa 3 milioni di euro necessari.
Il consigliere delegato all’Edilizia scolastica ha assunto a questo proposito un impegno preciso: attivarsi affinché vengano ricercati nel più breve tempo possibile nuovi canali di finanziamento, guardando in particolare alle opportunità offerte dalla programmazione europea, con l’obiettivo di reperire le risorse e arrivare finalmente all’apertura del cantiere.
Perché, ormai, i tasselli tecnici ci sono: il progetto di fattibilità è stato approvato, il passaggio urbanistico è stato superato, il progetto esecutivo è stato redatto e anche la progettazione relativa all’antincendio è stata completata.
Ciò che manca è il tassello finanziario.
E il fattore tempo non è secondario.
L’Oriani continua infatti a convivere con una carenza di spazi che da anni impone il ricorso a una succursale in locazione, con studenti costretti per alcune attività didattiche e laboratoriali a spostarsi tra le due sedi.
Dopo cinque anni dal primo inserimento dell’opera nella programmazione, la domanda quindi cambia. Non è più cosa si vuole costruire?
Il progetto ormai lo dice chiaramente.
La domanda è: dove si troveranno i circa 3 milioni di euro necessari e, soprattutto, quando potrà finalmente aprire il cantiere?
L’impegno assunto da Camporeale nella ricerca di risorse europee apre una strada.
Ma fino a quando non verrà individuata una fonte certa di finanziamento resta il rischio che studenti, docenti e famiglie del liceo ”Oriani”, pur avendo davanti un progetto ormai maturo, debbano continuare ad aspettare fino alle proverbiali calende greche.
Di Liliana Cazzato


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