✅ Blog: Corato vola in vetta; il Comunale resta ostaggio del caos.

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I neroverdi superano 1-0 l’Ideale Bari con Di Palma e centrano la terza vittoria consecutiva. L’allenatore Antonio Strippoli continua il percorso netto anche dopo la Coppa.

Ma poche ore prima della gara l’ex custode del campo sportivo è salito sulla torre faro e, secondo i presenti, avrebbe minacciato di buttarsi.

 

Il Corato non si ferma.

Tre partite di campionato, tre vittorie.

Contro l’Ideale Bari basta un gol di Di Palma per conquistare altri tre punti e restare in vetta alla Promozione.

In panchina ancora l’allenatore Antonio Strippoli, che continua il suo percorso netto in campionato dopo quello già costruito in Coppa Puglia.

La domenica dovrebbe essere tutta qui.

 

E invece no.

Perché ancora una volta, prima ancora che il pallone cominciasse a rotolare, si è dovuto parlare del Comunale e di una storia che Corato, francamente, non merita più.

 

Poche ore prima del match, Francesco “Ciccio” Gallo, per anni legato alla custodia dell’impianto, è salito su una delle torri faro dello stadio.

Secondo quanto riferito da persone presenti, avrebbe minacciato di buttarsi giù.

Sul posto sono intervenuti Vigili del Fuoco, forze dell’ordine e personale sanitario.

Momenti delicati, mentre cresceva anche l’incertezza sul regolare svolgimento della partita.

Poi una telefonata.

Secondo quanto abbiamo appreso dai presenti, sarebbe stata proprio quella chiamata a convincere Gallo a desistere.

Chi ci fosse dall’altra parte non possiamo affermarlo con certezza.

 

Tra le indiscrezioni raccolte circola anche l’ipotesi che possa essere stato direttamente il sindaco Corrado De Benedittis.

Un particolare che resta, al momento, un’indiscrezione.

C’è però un elemento che inevitabilmente collega i due momenti: domattina, secondo quanto ci viene riferito, Gallo dovrebbe essere ricevuto proprio dal sindaco.

Il pensiero corre, con tutte le proporzioni del caso, a Sanremo 1995, quando Pippo Baudo riuscì a convincere un uomo che minacciava di lanciarsi dalla balconata dell’Ariston a desistere.

Qui però, non siamo a Sanremo e non c’è nulla da spettacolarizzare.

Resta la singolarità di una situazione estrema che, ancora una volta, finisce per intrecciarsi con il futuro del Comunale.

 

Gallo è poi sceso dalla torre senza conseguenze fisiche e sarebbe stato accompagnato a Bari per gli accertamenti sanitari previsti dopo un episodio di questo genere.

L’emergenza è rientrata.

La partita si è giocata.

Il Corato ha vinto.

Ma il problema è rimasto.

 

Secondo alcune testimonianze raccolte sul posto, Gallo avrebbe nuovamente manifestato il proprio malcontento per essere stato messo fuori dall’impianto dopo tanti anni trascorsi al Comunale.

Avrebbe inoltre fatto riferimento a promesse di lavoro che, secondo la sua versione, sarebbero state prospettate in passato a lui e ai suoi figli, promesse poi non concretizzate.

 

Sempre secondo alcuni presenti, il senso delle sue parole sarebbe stato piuttosto netto: se non ci fosse stato più lui, neppure l’utilizzo del campo da parte degli altri avrebbe dovuto proseguire come se nulla fosse accaduto.

È una ricostruzione testimoniale e come tale la riportiamo.

 

Ma è proprio qui il punto.

Una questione personale o lavorativa è una cosa. Un impianto pubblico è un’altra.

 

Da quanto filtra negli ambienti comunali, anche all’interno degli uffici la vicenda avrebbe ormai superato i confini di una semplice controversia sulla precedente custodia.

Dal dirigente del terzo settore, sarebbe stato rappresentato agli amministratori un quadro fatto di accessi e interferenze non autorizzate, difficoltà nel garantire la piena disponibilità della struttura e problemi di sicurezza e continuità nell’utilizzo dell’impianto, occupazione abusiva ed allaccio di utenze private, non autorizzate, a danno dello stesso Ente Comune.

 

La questione sarebbe stata posta, più volte, con particolare urgenza anche all’attenzione del sindaco, quale Ufficiale del Governo.

 

In sostanza, serve una soluzione definitiva.

Perché a pagare questa situazione non possono continuare ad essere società, gli atleti e i tifosi.

 

Domattina, dunque, il confronto tra De Benedittis e Gallo potrebbe rappresentare un passaggio importante.

E se sul tavolo tornerà anche la questione del lavoro, sarà opportuno chiarire chi abbia fatto eventuali promesse e con quali reali possibilità di mantenerle.

 

ASIPU non può diventare lo strumento con cui risolvere una vicenda personale attraverso un’assunzione.

 

E allora, senza farne una barzelletta, una provocazione viene spontanea.

Se il problema è davvero trovare una collocazione lavorativa, forse è il caso di smettere di cercarla dentro il Comunale.

Il sindaco dispone di un proprio staff.

Se esistessero le condizioni e e gli strumenti consentiti dalla legge, valuti pure quella strada, qualora si voglia premiare la fedeltà e la competenza di 47 anni della famiglia in questione.

Sarebbe certamente più lineare che continuare a far incrociare una questione occupazionale con la gestione di uno stadio.

 

Perché il punto è semplice: il Comunale non è un ufficio di collocamento. È lo stadio della città.

 

Nove punti in tre partite e vetta della classifica.

Corato dovrebbe parlare del gol di Di Palma, dell’allenatore Antonio Strippoli e di una squadra che continua a vincere.

Non di chi entra, di chi esce o di chi sale su una torre faro.

 

Corato non merita tutto questo.

Se c’è anche un problema lavorativo da affrontare, lo si affronti nelle sedi appropriate.

Palazzo di Città, semmai, non a bordo campo.

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