La società neroverde annuncia il forfait in Coppa Italia e Colabella valuta il ritiro dal campionato. L’Amministratore unico della società ASIPU fa sapere che la società in house ha rinunciato alla gestione del campo dopo i problemi della scorsa settimana. Sciscioli: «Stiamo lavorando per restituire al più presto l’impianto alle società sportive».
La frattura tra Corato Calcio e Comune arriva al punto più delicato. Giovedì la squadra non scenderà in campo per la gara di Coppa Italia e, senza una soluzione stabile per allenamenti e partite casalinghe, il presidente Francesco Colabella è pronto a valutare il ritiro dal campionato.
«Non sappiamo dove giocare e neppure dove allenarci», denuncia la U.S.D. Corato Calcio 1946 in un duro comunicato, nel quale contesta anche alcune dichiarazioni dell’assessore allo Sport Gennaro Sciscioli.
Il Corato risponde con gli atti
Uno dei punti riguarda la posizione debitoria del club.
Il Corato ricostruisce le date: richiesta di dilazione il 31 agosto, accettazione del piano il 3 settembre e approvazione della rateizzazione con determina n. 1027 del 4 settembre.
Secondo la società, la stessa determina consentiva l’utilizzo dello stadio, seppure a porte chiuse, in assenza dell’autorizzazione per l’accesso del pubblico.
Quando, il 6 settembre, sono state rese le dichiarazioni dell’assessore, quindi, la rateizzazione risultava già approvata.
Allo stato attuale, invece, non risulterebbe completato l’iter necessario per aprire il Comunale agli spettatori.
Il nodo ASIPU e la custodia del campo
Sempre il 4 settembre, con l’ordinanza dirigenziale n. 175, il Comune dà conto delle criticità sorte nella custodia e nella gestione dell’impianto dopo l’affidamento dei servizi ad ASIPU S.r.l.
Nel provvedimento, richiamato dal Corato, si parla di interruzione delle funzioni di custodia, gestione e pulizia e di un «concreto pregiudizio» per la ripresa delle attività sportive.
Da qui la replica del club alla tesi secondo cui avrebbe semplicemente preferito giocare altrove per avere il pubblico: «Il problema del pubblico era una questione. La concreta disponibilità e gestione dello stadio era un’altra».
ASIPU ha rinunciato alla gestione
Le difficoltà incontrate da ASIPU, però, non sarebbero state soltanto di carattere organizzativo.
Lo stesso amministratore Renato Bucci, insieme al coordinatore tecnico Giancarlo Ungaro e ad altri dipendenti dell’azienda, sarebbro stati oggetto di minacce da parte di una ristretta cerchia di persone che reclamava animatamente il cambio della “custodia fiduciaria” del campo sportivo.
È proprio nel quadro di questi disguidi, verificatisi la scorsa settimana anche nei rapporti con il precedente “custode” dell’impianto, che si inserirebbe la decisione della società in house di rinunciare alla gestione del campo, in assenza di garanzie per la sicurezza e l’incolumità del personale, alla luce di quanto già accaduto.
Una situazione che avrebbe creato difficoltà non soltanto sul piano operativo, ma anche ai dipendenti chiamati a garantire custodia e servizi all’interno della struttura.
Il Comunale, intanto, risulterebbe materialmente accessibile: le catene che impedivano l’ingresso al campo alternativo sarebbero state rimosse forzatamente, lasciando il comunale senza custodia.
Venuta meno, almeno allo stato attuale, la disponibilità di ASIPU a proseguire il servizio nelle stesse condizioni, resta quindi da chiarire chi debba garantire formalmente la custodia, il presidio e la gestione dell’impianto.
Una soluzione cercata fino all’ultimo?
Secondo altre indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, il sindaco Corrado De Benedittis avrebbe dato la propria disponibilità affinché il Corato calcio potesse disputare anche la gara di giovedì al Comunale, ancora a porte chiuse, dopo il diniego sul piano dirigenziale e l’indisponibilità di ASIPU a garantire il servizio nelle attuali condizioni.
Il sindaco avrebbe inoltre manifestato la disponibilità a firmare un atto, assumendosi la responsabilità della scelta ed evitando che questa ricadesse direttamente sul dirigente.
La soluzione, però, non si sarebbe concretizzata.
L’ora tarda e la chiusura del protocollo potrebbero aver impedito di formalizzare gli atti necessari. In questo contesto, secondo quanto apprendiamo, il Corato sarebbe tornato sui propri passi, decidendo di pubblicare il comunicato e annunciare il forfait.
Sciscioli: «Stiamo lavorando per riaprire il campo»
Abbiamo sentito l’assessore Gennaro Sciscioli, che assicura come l’Amministrazione stia lavorando affinché tutte le associazioni e le società sportive possano tornare al più presto a utilizzare il campo, individuando anche la soluzione più adeguata per la custodia.
Il problema, quindi, non riguarda più soltanto il Corato Calcio, ma la piena fruibilità del Comunale da parte dell’intero movimento sportivo cittadino.
Per i neroverdi, intanto, il tempo stringe: giovedì niente Coppa Italia e, senza una soluzione immediata e stabile, Colabella valuta il ritiro dal campionato.
Tra un impianto non ancora utilizzabile con il pubblico, ASIPU che avrebbe rinunciato alla gestione e una custodia ancora da definire, il nodo da sciogliere adesso è soprattutto uno: quando e a quali condizioni il Comunale potrà tornare realmente nella disponibilità delle società sportive?

