La vicenda del Campo Sportivo Comunale di Corato registra ora una presa di posizione ufficiale dell’Amministrazione.
Nei giorni scorsi avevamo raccontato una situazione ormai delicata, tra presenze non autorizzate, utilizzo improprio di alcuni locali e problemi legati alla custodia, agli accessi e alla sicurezza dell’impianto, frequentato quotidianamente da centinaia di ragazzi e società sportive.
Il comunicato dell’Amministrazione De Benedittis mette ora alcuni punti fermi: <nessuno privo di titolo può operare nelle strutture pubbliche e nessuno può dimorare abusivamente nei locali dello stadio>, non destinati a uso abitativo.
Va inoltre dato atto al dirigente dell’Ufficio Patrimonio, ing. Antonio Cacosso, di aver prontamente segnalato la situazione e interessato la Procura della Repubblica, a tutela dell’Ente e del patrimonio pubblico.
Resta da capire quale sarà adesso la posizione di Asipu. La società, alla luce di quanto verificatosi, aveva comunicato che avrebbe garantito il servizio di custodia ancora per una decina di giorni, prima di lasciare l’incarico.
Le volontà espresse ora dall’Amministrazione e gli interventi avviati potrebbero però creare le condizioni per un ripensamento e per un ritorno alla normalità nella gestione dell’impianto.
Intanto, secondo indiscrezioni raccolte, la famiglia Gallo dovrebbe lasciare definitivamente i locali del Comunale entro venerdì 25 settembre.
Un passaggio che, se confermato, contribuirebbe a rimuovere uno dei principali elementi alla base della situazione determinatasi nelle ultime settimane.
Di seguito il comunicato dell’Amministrazione comunale.
L’Amministrazione De Benedittis conferma il proprio impegno nel garantire diritti, dignità delle persone e pieno rispetto della legalità.
La necessità di tutelare il patrimonio pubblico e di garantire la massima sicurezza nell’impianto sportivo impongono che gli accessi allo stadio siano controllati e consentiti esclusivamente a persone e società sportive autorizzate.
Pertanto, nessuno che non abbia titolo deve operare nelle strutture pubbliche. Tanto meno è tollerabile che si dimori abusivamente in locali dello stadio non destinati a uso abitativo.
Ciò, nel caso specifico, non ha comportato mettere le persone per strada sia perché assegnatarie di appartamenti di edilizia residenziale pubblica, sia per la tempestiva presa in carico dei servizi sociali con i necessari interventi di sostegno.
La situazione determinatasi indurrà Asipu a lasciare il servizio di custodia dell’immobile che a sua volta potrebbe essere affidato a un istituto di vigilanza privata.
In ogni caso, Asipu conserverebbe la gestione e manutenzione del campo in erba.
Il rispetto delle norme non può che avere una ricaduta positiva sulla collettività, ma anche sui singoli individui rimuovendo ataviche situazioni di degrado

