✅ Blog Britti ad Andria circa 50mila euro. A Corato 75mila solo alla voce “compenso compagnia”

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Ad Andria il Comune distingue i costi e l’allestitore indicato nella delibera.

A Corato, invece, per conoscere la composizione dei 148.840 euro destinati a Britti e Bandabardò è stato necessario un accesso agli atti. 

Intanto, la serata Bandabardò-Tocchi di Tradizione ha funzionato, con grande partecipazione: ma una determina svela  che gli eventi sono collegati.

 

CORATO – Il confronto sui costi di Alex Britti si arricchisce di un nuovo elemento.

Ad Andria la delibera di Giunta indica 33.000 euro IVA compresa per l’esibizione dell’artista.

 

Separatamente vengono stanziati 32.940 euro IVA compresa per palco, service audio-luci, transenne antipanico, gruppo elettrogeno, facchinaggio, safety, security e progetto tecnico relativi a tre giornate.

 

Per evitare di dividere arbitrariamente quella somma, abbiamo contattato personalmente la Click Global Service, società indicata dalla stessa delibera per l’allestimento.

Ci è stato riferito che il pacchetto tecnico completo riferibile specificamente al concerto di Britti ammonterebbe a circa 12.000 euro più IVA, quindi 14.640 euro.

Artista e allestimento portano dunque il conto a 47.640 euro.

 

Andria stima inoltre 4.000 euro complessivi di SIAE per più appuntamenti. Piazza Catuma ha avuto in passato una capienza autorizzata di 6.000 spettatori, ma il tariffario SIAE/ANCI 2026 non consente di trasformare automaticamente quel dato in una tariffa definitiva: nelle manifestazioni sostenute economicamente dal Comune entrano nel calcolo anche gli stanziamenti pubblici.

Possiamo quindi limitarci a un dato prudenziale: aggiungendo la quota SIAE riferibile al concerto, il costo complessivo di Britti ad Andria resta nell’ordine dei 50mila euro.

Una cifra vicina agli altri casi già esaminati: 56.100 euro a San Salvatore di Fitalia e 58.660 euro a Ferrandina, pur con servizi e formule organizzative differenti.

 

A Corato la delibera n. 182 dell’11 agosto riportava invece Britti e Bandabardò dentro un unico stanziamento di 148.840 euro IVA compresa.

La suddivisione è emersa soltanto attraverso l’accesso agli atti della consigliera Giulia Tandoi.

La PEC inviata dalla nostra redazione per ottenere chiarimenti e documentazione, invece, è ancora senza risposta.

 

Dal prospetto acquisito risultano 75.000 euro alla voce “compenso compagnia” per Britti, più 3.500 euro di SIAE.

Per Bandabardò compaiono 10mila euro di compenso, 10mila di scheda tecnica e 2.500 di SIAE, oltre a 13mila euro per comunicazione e 8mila per safety, security e pratiche di pubblico spettacolo.

 

In Consiglio comunale l’assessore Beniamino Marcone ha spiegato che i 75mila euro di Britti comprenderebbero una produzione “chiavi in mano”, con palco, audio, luci, generatori, facchinaggio, transenne, camerini, trasferimenti, vitto e alloggi.

Resta però da vedere l’Allegato A dell’accordo tra Comune e Puglia Culture, espressamente indicato dalla delibera come parte integrante dell’atto ma non presente nella documentazione pubblicata che abbiamo potuto consultare.

Sarà quel documento, insieme alla rendicontazione finale, a poter chiarire definitivamente la composizione dei costi.

 

Il confronto non serve a stabilire quale sia il “prezzo giusto” di Alex Britti. Serve a capire perché Andria si collochi nell’ordine dei 50mila euro complessivi, mentre a Corato si parte già da 75mila euro indicati alla sola voce “compenso compagnia”.

 

Il 9 settembre al Parco Comunale Bandabardò e Tocchi di Tradizione hanno condiviso luogo, serata e pubblico.

Per Bandabardò il prospetto Puglia Culture indica 10mila euro di compenso, 10mila di scheda tecnica e 2.500 di SIAE.

Nella SCIA è dichiarato un numero massimo di 2.000 partecipanti.

Tocchi di Tradizione 2026 beneficia invece di 30mila euro di patrocinio economico comunale per tre appuntamenti, il 2, 9 e 16 settembre.

Ma sia chiaro: non siamo noi a supporre che i due eventi siano stati messi insieme.

È una determina del Comune di Corato a scrivere espressamente che il concerto del 9 settembre si tiene «in occasione della manifestazione enogastronomica denominata “Tocchi di Tradizione”».

La stessa formula viene utilizzata anche nell’autorizzazione all’occupazione del suolo rilasciata a Puglia Culture.

Dunque l’accostamento è negli atti: Tocchi di Tradizione ha beneficiato del richiamo di Bandabardò, concerto nazionale sostenuto attraverso un’altra e distinta filiera di spesa pubblica.

E la formula ha funzionato: il Parco ha registrato una buona partecipazione.

Proprio per questo, però, nasce un’altra domanda.

Perché proprio questa associazione?

 

Voci di Puglia APS-ETS non beneficia soltanto del patrocinio economico da 30mila euro.

Per la tappa del 9 settembre ottiene anche la possibilità di svolgere la propria manifestazione nello stesso luogo e nella stessa serata di un concerto di richiamo nazionale finanziato separatamente dal Comune.

Non contestiamo che ciò possa produrre un risultato positivo. Lo ha prodotto.

La domanda è un’altra: perché privilegiare proprio questa associazione con una simile opportunità?

 

Se l’abbinamento tra una manifestazione enogastronomica e un grande concerto finanziato con denaro pubblico è considerato utile alla città, con quali criteri viene individuato il soggetto che può beneficiarne?

È stata valutata la possibilità di coinvolgere altre associazioni, commercianti o realtà del territorio?

Esiste un criterio leggibile che spieghi perché questa opportunità sia stata riservata proprio a Tocchi di Tradizione?

 

Sono domande ancora più legittime considerando che il progetto prevede 18 stand destinati anche alla vendita di prodotti agroalimentari e artigianali.

Al momento non disponiamo di un quadro documentato su ticket, incassi, quote versate dagli espositori, sponsorizzazioni o altre eventuali entrate.

 

Il successo della serata non è in discussione. Ma proprio perché “Tocchi” ha ricevuto un contributo pubblico e, in una delle tre tappe, ha beneficiato anche del pubblico attirato da un concerto pagato attraverso un altro intervento comunale, conoscere costi ed entrate effettivi diventa ancora più importante.

Restano quindi da attendere la rendicontazione dei 148.840 euro e quella di Tocchi di Tradizione.

 

Sperando, questa volta, di non dover presentare altri accessi agli atti per conoscere dati e documenti che potrebbero e dovrebbero essere leggibili direttamente insieme ai provvedimenti.

Quando si amministrano risorse pubbliche, rendere comprensibili atti, costi, criteri di scelta e rendicontazioni non è una cortesia concessa ai cittadini o alla stampa.

La trasparenza è un obbligo.

 

I concerti finiscono, le piazze si svuotano e i palchi si smontano.

I conti, invece, restano.

 

di Cinzia Mezzina

 
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